La speranza è quella di smascherare le false notizie; ma i dubbi sulla sua funzionalità permangono.
Una notizia, mille fonti. Ma anche mille possibilità che non sia vera. E dunque, come fare per districarsi nel delicato mondo delle bufale? Ci dobbiamo fidare, ovvio. Ma spesso si rischia di cadere anche in clamorosi falsi. Ora, però, sarà possibile mettere un nome e cognome all'autore delle notizie bufale e smascherarle. O, perlomeno, questo è quello che promette un grade algoritmo, capace d'individuare la fonte di qualsiasi notizia o pettegolezzo, in modo da verificarne la veridicità.
Fidiamoci anche di questa notizia, rilanciata dalla rivista Physical Review Letters. Padre di questo algoritmo un ricercatore del Politecnico Federale di Losanna, tale Pedro Pinto, che promette la possibilità, per chiunque, di risalire alla notizia fonte che ha diffuso la notizia in pochi e semplici passaggi.
Una novità che stravolgerebbe il modo di fare comunicazione su internet, ma che vorremmo prima testare. Certo, sarebbe davvero utile, ma andrebbe testato bene per capire se è funzionante o meno. Ma la verità è che questo algoritmo è nato non per smascherare l'autore dei pettegolezzi, ma ha solo delle applicazioni serie nei campi della sicurezza e dell'epidemologia. E il software utilizza il medesimo principio che viene già utilizzato per localizzare i cellulari tramite l'uso di antenne.
Pinto, ad esempio, ha rintracciato in pochi secondi il villaggio dal quale, nel 2000, partì un'epidemia di colera in Sudafrica. Ottimo, chissà se servirà anche per scovare bufale e false notizie. Di sicuro noi giornalisti l'aspettiamo; senza temerla, ma sperando che non rovini il lavoro
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