Il social network si affida a un software per controllare che non si compiano reati all'interno di chat e post.
Chat e post su Facebook sono controllate dal social network stesso grazie a un software dedicato. La rivelazione arriva da Joe Sullivan, capo della sicurezza di Fb, parlando alla Reuters. Ma non è un'intrusione all'interno della privacy degli utenti, bensì un modo per monitorare la situazione, evitando comportamenti criminali come l'adescamento di un minore da parte di un adulto.
Il lavoro non è totalmente automatico, ma la maggior parte del lavoro viene svolto dal software, che inizia a scansionare i contenuti speciali della chat (termini volgari, scambio di informazioni personali).
Il software analizza poi situazioni particolari: chat tra persone che non hanno una lunga amicizia alle spalle, che non hanno amici in comune o che sono da poco sul social network. Infine, l'analisi si concentra su persone che chattano pur avendo una grande differenza d'età.
Il sistema è in grado poi di riconoscere alcune formule di adescamento riscontrate in episodi di pedofilia. Se qualcosa non va, il messaggio arriva alla sicurezza di Facebook, che decide se avvisare o meno la polizia.
Si potrebbe obiettare che non è stato spiegato se Facebook tiene in memoria le chat e per quanto tempo. E' stato invece comunicato che ci sono restrizioni per i minori di 18 anni (per esempio, post tolti dalle ricerche generali). Infine, Sullivan ha fatto sapere che il margine di errore è molto basso.
Facebook non è l'unico sistema che utilizza un software per tenere lontani i problemi. Succede in molte aziende, alcune delle quali si affidano anche a società specializzate nella sicurezza.
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