Ormai tutti sanno che Paola Ferrari ha intenzione di querelare Twitter. Non ha gradito il festival del tweet dedicato a lei durante gli Europei. La Ferrari ha ragione? Proviamo a parlarne...
Ho guardato Paola Ferrari troppo a lungo e mi sono abbronzato. Ecco fatto. Anche io ho partecipato al festival del tweet sulla giornalista della Rai. Anche io mi sono divertito a parlare del riflettore modello stadio che le puntano addosso in trasmissione. Insomma, faccio parte del popolo di Twitter. (foto InfoPhoto)
La Ferrari però non ha gradito, ha parlato di offese ed è andata al contrattacco. Si parla di una querela nei confronti di Twitter. "Lavoro nel giornalismo da più di 30 anni - ha detto a Klauscondicio - E ho sempre accettato le critiche, anche quelle più dure e a mio avviso immotivate, ben sapendo che fanno parte del gioco. Tuttavia con questo atto voglio dire un no chiaro. Il web non può diventare solo una bacheca della diffamazione anonima, dell'insinuazione volgare e del razzismo".
Tutto giusto, convengo. Applausi. Peccato che la verità (a mio avviso) non sia questa. Ciò che smuove gli animi tormentati di larga parte del giornalismo nostrano e la facilità con la quale il web può criticare (il più delle volte giustamente) il lavoro o l'operato di una persona.
Avete ascoltato le telecronache di Bruno Gentili? Non ci nascondiamo: non erano al livello di una manifestazione europea. Gentili è stato fortemente criticato su Twitter. A mio avviso giustamente. E questo che dà fastidio. Il mezzo. Perché dieci anni fa una critica non passava il confine del nostro divano. Adesso esplode sul web come una bomba. E se la battuta è virale può girare il mondo tre volte in dieci minuti.
Insomma, non sono d'accordo con Paola Ferrari. Twitter l'ha resa la grande protagonista di Euro 2012. La Regina del web per un mese. Qualcuno l'ha offesa? Ho letto decine di tweet dedicati a lei dall'inizio degli Europei ad oggi e non ne ricordo uno offensivo o violento. Se così è stato può iscriversi a Twitter e segnalare gli account "maleducati" (UPDATE Paola Ferrari ha un account). O addirittura aprire un dialogo con chi la insulta. Perché il bello del web è questo: puoi discutere con chiunque senza muoverti dalla tua scrivania. Sarebbe un segnale importante per l'informazione di questo Paese. Siamo stufi di sentire puzza di casta. Siamo stanchi di ascoltare i piagnistei dei giornalisti tricolore che chiedono di essere tutelati sui social network. Si facciano rispettare. Conquistino il pubblico. Dimostrino le loro qualità. Perché su internet uno bravo vince sempre. Uno scarso è fottuto. Forse il problema è questo.
Silvio De Rossi on Twitter e Facebook
INTERVISTA - Paola Ferrari a Blogosfere: "Gli insulti non sono democrazia".
LINK UTILI:
Regolamentare i blog e come scopare il mare.
Lucia Annunziata Twitter: dopo l'Huffington Post vogliamo il primo tweet.
La blogosfera si è liberata di Chiara Ferragni: tre gradi di separazione.
Quando Chiara Ferragni era Diavoletta87: da Velina mancata a fashion blogger.
Sms a pagamento mai richiesti: Le Iene, servizio contro Buongiorno spa
Adelaide diverrà presto la città australiana con il più alto indice di penetrazion…
Curiosità dal Web #4: arredamento tecnologico e non solo
Facebook utenti nel mondo: ecco quanti sono quelli veramente attivi
Social Media Week Roma: gioco online, dalle scommesse sportive al Texas Hold'em