Regolamentare i blog e come scopare il mare

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"Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino ma lo deve fare seguendo le regole: credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog". Queste le parole del Ministro Severino a Perugia.

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L’Italia è un Paese di Ordini. Ama gli Ordini. Insomma, vuole ordinare tutto. Poi alla fine non funziona una mazza, ma gli Ordini ci sono. E non bastano mai. L’Italia vuole mettere in Ordine anche i blog. Vuole (per la precisione) regolamentarli.

Così ci dice Paola Severino, ministro della Giustizia, intervenendo al Festival del Giornalismo di Perugia. “Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino ma lo deve fare seguendo le regole: credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog”. Verissimo. Non a caso sul web c’è una netiquette che tutti i “veri” blogger seguono. E devono seguire. Qualcuno su internet si comporta in modo sbagliato? Lo Stato e la Guardia di Finanza ci dimostrino di saperci aiutare. Non come stanno facendo con il caso Italia-Programmi.net. Ci tutelino da chi usa il web per truffare e fregare le persone. Non serve un regolamento, come quello che classicamente s’intende in Italia. Non serve perché nasconde un recinto. Per monitorare e controllare. Per reprimere.

La Severino aggiunge: “Ricordiamoci che i diritti di ciascuno di noi sono limitati dai diritti degli altri, io non posso intaccare il diritto di un’altra persona solo perche sono lasciato libero di esprimermi”. Mi perdoni Ministro, ma in questo momento non lo sta facendo proprio Lei? Lei (e la cito testualmente) intacca il diritto di esprimersi di un blogger solo perché qualcuno la lascia libera di esprimersi. Sbaglio?

E ancora: “Non c’è un preconcetto, ma questo mondo va regolamentato altrimenti si finisce nell’arbitrio”. Complimenti Ministro, questa frase è geniale. L’uso della parola “arbitrio” è geniale. Perché significa “facoltà di giudicare e operare secondo la propria volontà” (concetto positivo), ma anche “atto abusivo, illegale” (concetto negativo). Un bel modo di confondere un popolo (quello italiano) di analfabeti digitali che ancora non hanno capito cosa vuol dire blog, cosa vuol dire twitter e facebook. Ma a questo punto mi permetto di ribattere: il web è un oceano di informazioni utili, meno utili e futili. Serve un controllo (convengo), come alle strade servono i semafori. Ma non ha bisogno di catene. Perché l’Italia non è la Cina. O forse mi sbaglio, Ministro. Dica Lei…

Silvio De Rossi on Twitter e Facebook

LINK UTILI:
Il codice di Timu è una minaccia per il mondo dei blog.

Festival giornalismo 2012: da Severino a Gilioli e Facci, dibattito sul web.

Severino a #ijf12: “La rettifica ai blog? Molto difficile, autoregolamentatevi”.

Severino e l’autodisciplina dei blog.

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