La Corte d'Appello riapre il caso: Viacom ha chiesto un miliardo di dollari a Youtube, che appartiene a Google.
Nel 2007 Youtube "era effettivamente a conoscenza o comunque era consapevole delle violazioni del diritto d'autore". Lo hanno stabilito i giudici della Corte d'Appello, ribaltando la sentenza di primo grado che invece aveva dato ragione a Google (che controlla Youtube) nella causa intentata da Viacom, nel 2010, per violazione dei diritti d'autore.
Viacom aveva portato Youtube davanti ai giudici con l'accusa di aver utilizzato clip piratati per aumentare la propria audience. Nel caso sono state incluse pure alcune partite di calcio della Premier League inglese, che sarebbero state messe a disposizione sul sito senza autoizzazione.
Viacom chiede a Youtube più di un miliardo di dollari per danni e interessi per complicità nella "violazione massiva del diritto d'autore". Una bella gatta da pelare per Big G che, nel giugno 2010, aveva invece goduto dell'assoluzione secondo il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), che protegge le web company dalle violazioni del copyright effettuate dai loro utenti.
Insomma, per il giudice erano state sufficienti le misure adottate da Youtube che, appena ricevuta la segnalazione, aveva rimosso i video incriminati. Per New York, invece, ora il sito di video-sharing deve dimostrare che non vi fu "conoscenza specifica e diretta" delle violazioni considerate. Alcune mail dimostrerebbero il contrario.
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