Scomparsa per motivi di sicurezza, ma il suo fondatore rassicura tutti: "Stiamo lavorando per superare tutti i problemi"
Non trovavate più l'applicazione per cellulari Whatsapp sull'Apple Store? Niente panico, era sparita per motivi di sicurezza. Whatsapp è un'applicazione che permette di scambiarsi messaggi gratuitamente. Per tanti adolescenti, una vera e propria figata. Che, però, è scomparsa misteriosamente due settimane fa per gli iPhone, per poi ricomparire.
Il creatore, Brian Acton, è finalmente intervenuto per raccontare a tutti che fine aveva fatto l'applicazione: "Non siamo stati rimossi dall'App Store per motivi di sicurezza. Il problema è stato di altro genere". In tanti si erano domandati come mai l'applicazione fosse rimasta sempre disponibile per Blackberry e Android, scomparendo di fatto solo per i possessori di iPhone.
"Non posso parlare del problema - dice ancora il cofondatore dell'applicazione per cellulari - per l'accordo di riservatezza che ho con Apple. C'è stato un intoppo a Cupertino, il non rispetto delle policy Apple nello sviluppo dell'applicazione per iPhone". In poche parole, Whatsapp non le rispettava ed è stato rimosso dall'App Store.
"Ci hanno avvisato del blackout qualche ora prima. Noi avevamo già depositato la nuova versione dell'app per cui aspettavamo una risposta". Niente polemiche, però, con Apple. Ci mancherebbe: "Con loro lavoriamo benissimo. E siamo molto contenti di poter fornire la nostra applicazione agli utenti dell'Iphone".
Pare comunque che i problemi di sicurezza ci siano anche nell'ultima versione, la 2.6.9. Erano tre sulla vecchia app, ora sono due. Acton però rassicura: "Si tratta da un lato di vulnerabilità opinabili, alcuni possono considerarle tali e pertanto da correggere, ma noi non crediamo siano pericolose. Mi riferisco alla possibilità di aggirare la registrazione al nostro servizio o alla mancanza di utilizzo di protocolli criptati. Ma ci stiamo lavorando".
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alle 13:06
lisa
a me hanno scritto questo
Il mancato rispetto del termine indicato nel presente avviso di pagamento comporta, come da
D.lgs. 231/2002, l'obbligo al pagamento di interessi moratori. Rientrano in questi ultimi in
particolare le ulteriori spese per azioni legali (per esempio altri solleciti, il ricorso ad
uno studio legale per la riscossione o l'avvio di una procedura giuridica).
In caso di indagini
penali e'posssibile risalire dall'indirizzo IP per identificare il computer, per vedere il tempo
di applicazioni che e'stato utilizzato, tramite le autorita' competenti. Poiche'i dati di connessione
devono essere conservati almeno 6 mesi in base al diritto attuale, l'indagine penale e'promettente.
MA COSA DOBBIAMO FARE??'IO MI STO PREOCCUPANDO SERIAMENTE...MA DEVO PAGARE PER FAR SI CHE QUESTI NON MI MANDINO PIU EMAIL MINACCIOSE???