Bufala dopo bufala, Twitter comincia a perdere credibilità. Ci possiamo fidare delle persone che seguiamo e basta?
Dopo Paolo Villaggio, oggi Twitter ha ucciso Fidel Castro. Questa però non è la cosa più grave successa oggi sul sito di microblogging. Ricorderete che tempo fa scrissi come il fake di Marc Zuckerberg fosse riuscito a gabbare i giornalisti di Corriere e Stampa. Oggi è successo di peggio. Twitter è riuscito a innescare un cortocircuito mass mediatico.
Nei giorni scorsi Rupert Murdoch infatti è sbarcato su Twitter. Il suo account è stato confermato in brevissimo tempo da Twitter e dalla stessa News Corp., la società del magnate australiano.
Poi su Twitter è arrivata la moglie di @rupertmurdoch, @Wendi_Deng. Nel giro di poco il Guardian ha ripreso un paio di tweet della lady che nel frattempo aveva avuto il proprio account verificato da Twitter. Peccato si trattasse di un fake. Il Guardian ha parlato di conferma da parte dell'ufficio stampa di News Corp. anche per quanto riguarda la moglie di Murdoch. A ruota i giornalisti di mezzo mondo ci sono andati dietro. È evidente che nell'errore dell'ufficio stampa di News Corp. abbia pesato la verifica di Twitter: doppia verifica, secondo lo stile del giornalismo anglosassone.
Se è vero come è vero che Twitter è diventato strumento d'informazione, occorre forse trovare una maniera di rendere più credibile lo strumento stesso. Non tutto infatti si può basare sulla fiducia accordata alle persone che seguiamo. O sì?
Link utile: Twitter: come si usa, come funziona e come farsi seguire.
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