Il social network si allinea a Facebook e Google: là dove i governi vorranno, potranno chiedere la cancellazione di tweet che non piacciono o che vanno contro i poteri del Paese.
La censura arriva su Twitter! O meglio, è quest'ultimo che si piega al volere di alcuni governi che potranno chiedere, e ottenere, la cancellazione di tweet scomodi. Qualcuno dirà: e dov'è la novità? Questa pratica è già diffusa su Google e Facebook. Appunto, Twitter per ora si era distinto per essere una voce fuori dal coro.
Ma cos'è che ha fatto allineare il social network agli altri? Semplice, i soldi. Sotto forma di ricatto: Paesi come la Cina sarebbero inaccessibili senza la possibilità di censurare. I cittadini di questi stati potranno continuare a utilizzare Twitter, ma leggendo solo i Tweet approvati dal governo.
La preoccupazione è tanta. Ed è sufficiente dare un'occhiata all'hashtag #TwitterCensorhip per rendersene conto. Twitter, da parte sua, sul proprio blog ha scritto: "Entreremo in Paesi che hanno idee diverse dalle nostre sulla definizione di libertà di espressione". A quale prezzo?
Per stroncare l'allarmismo dilagante, la Società fa gli esemi di Germania e Francia dove vengono censurati contenuti nazisti. Già, ma forse non è esattamente la stessa cosa. Ai posteri l'ardua sentenza. Anzi, l'arduo tweet.
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