Il collettivo di hacker ha probabilmente protestato contro la firma dell'Acta da parte di Consiglio e Commissione europea.
Attacco al Parlamento europeo. Virtuale, certo, ma pur sempre grave. Quelli di Anonymous hanno infatti bloccato e oscurato il sito internet dell'istituzione Ue. Sono stati i tecnici ad accusare l'organizzazione di hacker che si batte per la libertà della rete. Il portavoce del Parlamento si è limitato a dire che è "probabile" che sia stato Anonymous ad attaccare.
Jaume Duch ha spiegato: "Il sito è stato attaccato con una domanda massiccia di richieste. Gli hacker non sono entrati nella rete interna, che ha continuato a funzionare normalmente". Il collettivo di hacker, sulla propria pagina Facebook, aveva invitato a una guerra massicia contro Commissione e Consiglio europeo. La colpa? Aver firmato oggi a Tokyo l'accordo mondiale anti-contraffazione e anti-hacker Acta.
A dire il vero, il Parlamento europeo deve ancora esprimersi sull'opinione. E cioè se aderire all'Acta oppure no. Kader Arif, relatore socialista francese, ha protestato rimettendo il mandato e denunciando "nel modo più vivo" la firma del trattato da parte della Commissione europea. Secondo lui, sarebbe mancata trasparenza fin dall'inizio dei negoziati.
Arif ha aggiunto: "L'Acta pone problemi per l'impatto sulle libertà civili. Per le responsabilità che si fanno ricadere sui provider, per le conseguenze che avrà sulla fabbricazione di medicinali generici". La chiosa, inevitabile: "Non ho alcuna intenzione di partecipare a questa mascherata".
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