Gli operatori del mercato pornografico preferiscono puntare su domini meno censurabili
Il discorso è semplice: se hai un dominio .xxx è facile classificare il tuo sito come uno di quelli contenente materiale pornografico. Come scrive Skande sul proprio blog, acquistare un dominio simile equivale a finire ghettizzati. Il porno on line, si sa, è una grande industria, ma anche un pericolo. La prima cosa che un buon amministratore di rete farebbe in qualsiasi struttura è proprio bloccare i siti di questo genere, a partire quindi da tutti quelli con dominio .xxx. Chi se li compra quindi questi domini, visto che ne sono andati già via circa 80 mila?
Più che altro, aziende come Pepsi o Nike, Università, istituzioni che temono di veder finire il proprio nome associato a un sito porno. L'ICANN, l'ente che gestisce i domini Internet, è stato per questo motivo portato in tribunale dalla Marwin, titolare di diversi siti porno che considera come un costo aggiuntivo chiedere ad aziende titolari di marchi registrati (porno nel caso specifico) di acquistare anche il dominio xxx per tutelare il proprio traffico.
La storia dei domini internet è lunga e interessante e la liberalizzazione dei domini non sembra ancora aver messo la parola fine a una piutttosto inutile diatriba su cosa ci debba essere scritto dopo il punto.
Intanto ho già trovato un sito in italiano.
www.tutto.xxx
ciao
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alle 00:40
TonyX
Sarebbe bello un dominio tipo www.tette.xxx