Secondo diversi quotidiani on line Anoymous avrebbe hackerato il sito di Stratfor, agenzia che lavora per la Cia.
Se il giorno di Natale il sito di quella che qualcuno chiama Cia ombra viene violato e un milione di euro, grazie a ciò, viene donato in beneficenza, chi può essere il criminale? Benché la tecnica sia quella di Robin Hood e abbia poco o nulla a che fare con gli attacchi di Anonymous, la stampa punta subito il dito contro questi hacker. Tutti uguali per i media no? Per i nostri media, sì.
Repubblica, Stampa e Corriere hanno subito cavalcato la notizia. Senza stare a guardare tanto per il sottile, hanno puntato il dito contro Anonymous. Come fatto durante il caso della Playstation (guarda a caso poi non era stato Anonymous, anzi si è pensato al sabotaggio).
Anonymous però non esiste più come abbiamo imparato a conoscerlo. E come ha raccontato Barrett Brown, gli Anonymous originari si sono dispersi un po' ovunque. Il movimento era diventato famoso un anno fa per aver cercato di combattere i regimi aiutando le rivolte nei paesi africani, combattendo sempre per la libertà. Anonymous però ora non c'è più.
Con l'arrivo di Lulzsec invece è cominciata la confusione. Anonymous non era un gruppo vero e proprio: chi partecipava alle chat, nel momento in cui veniva lanciato un attacco (annunciato e di solito tramite DoS) poteva scegliere se partecipare o meno, e non c'era alcun capo.
Ecco, quando leggete Anonymous sui giornali italiani, chiedetevi se sanno tutta la storia. E perché deve sempre essere colpa di Anonymous.
Nel caso specifico, Lulzsec aveva già colpito la Cia. E l'augurio Merry LulzXmas qualcosa dovrebbe farlo pensare, no?
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