La situazione in Siria continua a degenerare. Mentre il Paese è nel caos con l'ultimo bilancio Onu che parla di oltre 4000 persone uccise in soli 8 mesi, l'intransigenza si fa sentire anche sul fronte tecnologico.
A seguito della protesta che si era scatenata in Rete, il governo siriano ha deciso di vietare l'importazione e quindi anche l'utilizzo dell'iPhone. Chiunque ne farà uso o in possesso verrà trattato come una spia.
A dichiararlo è stato il sito libanese ElNashra.com che spiega di come le autorità abbiano ritenuto troppo pericoloso lo smartphone dotato di tante funzionalità come la possibilità di girare filmati, fare foto e soprattutto condividere informazioni sul web e sui social media. Già in passato gli attivisti siriani avevano denunciato in Rete la repressione in atto che ha generato migliaia di vittime e si erano coalizzati online per invocare la caduta del governo.
Le autorità di Damasco non tollerano che atteggiamenti simili si possano ripetere e per arginare il rischio di una nuova rivolta in Rete ha dunque vietato l'accesso al telefono Apple. Ancor prima l'Unione Europea aveva vietato in Siria l'esportazione di materiale o software così da impedire al regime di sorvegliare le comunicazioni telefoniche o ciò che avviene su Internet.
Nel caos generale e nel quadro di tolleranza zero, la nota blogger siriana Razan Ghazzawi, che dal 2009 cura RazanGhazzawi.com, è stata arrestata nel tentativo di attraversare la Giordania, probabilmente per unirsi al convegno internazionale sul diritto all'informazione di Amman.
All'interno del suo blog erano stati postati pezzi di denuncia contro la sanguinosa repressione del governo Bashar Al-Asad che in tutti i modi cerca di imbavagliare blogger e giornalisti.
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alle 00:26
nemo profeta
Il tam-tam mediatico sui fatti che accadono oggi in Siria (e quelli di ieri in Iraq, Afghanistan e Libia, per non parlare della diffamazione gratuita dell'iran) non è altro che l'eco delle false notizie propagate ad arte dai Soliti Noti: USA, Israele, Inghilterra, Francia ed Emirati vari con l'ausilio di associazioni ed organizzazioni ONG "a carattere umanitario" (però mai presenti, quali osservatori obiettivi, sui posti dei presunti crimini).
Il cecchinaggio criminale che miete vittime tra le forze dell'ordine e inermi cittadini è spietatamente messo in atto da organizzazioni al soldo dei Soliti Noti.
In Siria ed Iran oggi, ed in Libia ieri, l'esercito non ha mai infierito sulle popolazioni civili, non avendone motivo visto che nella stragrande maggioranza sono filo-governative (basta guardare le folle oceaniche dei cortei a sostegno dei legittimi governi di contro ai quattro gatti spelacchiati dei presunti "oppositori").