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Nuove vie di socializzazione: da Facebook agli interessi in comune passando per la geolocalizzazione

Juliette Bellavita avatar Martedì 20 Settembre 2011, 08:11 in Futuro, Social Media, Web 2.0 di Juliette Bellavita

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Nel mondo dei social media e delle applicazioni si stanno delineando due strade principali: chi segue gli amici e chi scopre nuove persone vicine

A capo del primo gruppo troneggia Facebook che con il suo meccanismo basato sul suggerire amici, parenti e conoscenti all'utente ha innescato una macchina micidiale estendendo la cerchia di contatti di ogni singolo utilizzatore del servizio, ha fatto avvicinare famiglie lontane, ha fatto ricongiungere vecchi compagni di scuola (anche quando la voglia di dimenticarsi di un passato con l'apparecchio ai denti e i brufoli era ben più forte).

Per questo motivo ci siamo tutti esaltati, tutti si sono inchinati davanti alla trovata geniale di Mark Zuckerberg che è comparso nella classifica di Forbes fra i più ricchi d'America e poi è comparso sulla copertina del Time come personaggio dell'anno 2010.

Ma l'uomo è volubile, si sa, e dopo un primo momento in cui l'operatività negli uffici era calata drasticamente perché tutti eravamo intenti a intrecciare la nostra rete sociale grazie a Facebook, un giorno qualcuno ha deciso che era venuta l'ora di uscire di casa e ha iniziato a fare checkin su Foursquare. La geolocalizzazione, che miracolo della scienza! E allora via con i checkin dall'aeroporto di ogni città che abbiamo visitato negli ultimi anni, dal bagno della discoteca, nel parcheggio di un ristorante a 5 stelle dove in realtà non abbiamo mai mangiato, al tavolo del solito bar dove vediamo gli amici, tanto che anche il giovane Mark si è incuriosito e ha creato - seppur senza troppo successo - il suo Places e prima di lui tanti altri.

Foursquare dunque, divertente se entri nella dinamica del sindaco ma presto noioso se non ci tieni a sottolineare ogni tuo spesso noioso spostamento con gli amici. Negli Stati Uniti la situazione è diversa certo, lì hanno sconti per i sindaci e continue promozioni per chi fa checkin, ma qui nello stivale diciamolo pure, il profilo lo hanno fatto tante aziende ma a stringere il modello americano fatica a partire.

Però il mondo della geolocalizzazione offre ben più dei checkin come dimostra Holler. Al momento disponibile solo per lo store Statunitense, questa app unisce il concetto di vicinanza fra le persone a quello di interesse nelle stesse attività. Il senso alla base del servizio quindi non è solo quello di legare maggiormente con i vecchi amici ma di conoscerne di nuovi.

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Con Holler è possibile iscriversi ai gruppi - che al momento sono solo preesistenti ma in un futuro sarà possibile crearne di nuovi senza rischio di duplicazione grazie alla moderazione - e a quel punto scoprire quali sono gli altri appassionati dello stesso tema/attività attorno a noi. Se ad esempio sono un tennista incallito potrò "facilmente" scoprire quali altri tennisti sono nei paraggi il giorno in cui il mio partner decide di tirarmi il pacco e lasciarmi con la racchetta in mano davanti al campo di gioco. 

"Facilmente" fra virgolette perché, come sottolinea TechCrunch, il vero problema di Holler è una fanbase decisamente scarsa che invece sarebbe fondamentale per un servizio del genere. Il solito vecchio problema che uccide migliaia di idee e applicazioni web e mobile ogni anno, l'eterno dilemma di come si fa a far partire una startup basata sulle persone se non ti chiami già Facebook, Twitter o con altri nomi dei grandi.

Ma torniamo alla domanda principale: quale delle due strade prenderà il sopravvento nel panorama dei social network fra quella che si basa sugli amici e quella che sfrutta la vicinanza fra persone e eventualmente gli interessi in comune?

Dobbiamo considerare Facebook la storia e nuove app come Holler il prossimo futuro? Di certo tentate di clonare la dinamica di Zuckerberg oltre ad essere un suicidio non avrebbe più alcun senso e pensare qualcosa di nuovo è fondamentale per riuscire ad emergere, ma come si fa a partire in quarta senza una base utenti che si alimenta da sola, come nel caso di Facebook?

Se lo sapessi avrei già creato la mia killer application ma al momento sto ancora studiando la formula adatta. Confido però nella lungimiranza e nella visione di voi lettori.

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