Se un tempo si passava la vita al telefono ora la si passa a rispondere alle mail. Per chiunque abbia un account sia privato che di lavoro, non esiste giorno in cui aprendo la posta vedremo 0 mail nella inbox. Dallo spam alle odiose mail con oggetto "URGENTE" dei colleghi ansiosi, a quelle della mamma che ci chiede quando la andiamo a trovare fino a quelle dei 1.500 social network ai quale siamo iscritti, Facebook in primis, quotidianamente la nostra casella di posta ma anche buona parte della nostra vita vengono letteralmente inondate da tutto ciò.
MG Siegler in un post su TechCrunch ha spiegato l'esperimento che sta facendo ormai già da qualche giorno: non rispondere più a nessuna email in entrata per almeno 3-4 settimane.
Riuscite a immaginare la vostra vita in questa prospettiva? Prima di tutto bisognerebbe trovare la forza di non fare eccezioni, ossia di non dire "rispondo solo a questa" che suona un po' come "questa è l'ultima sigaretta che fumo" o "da lunedì mi metto a dieta". Una volta riusciti in questa missione potremo iniziare ad assaporare una parte di vita che avevamo completamente dimenticato. Tutte quelle ore passate ad arrabbiarci, a rallegrarci, a perdere tempo o a risolvere problemi via mail potrebbero essere usate per leggere un libro, per coltivare le proprie passioni, prendersi cura di un orticello casalingo, per mettere a posto la casa, per fare un piccolo viaggio in giornata, per fare una lunga passeggiata con il nostro amato cane o esplorare angoli della città in compagnia di un amico come non avevamo mai avuto il tempo di fare.
Se però tutto ciò vi sembra un po' estremo e fondamentalmente siete pagati per rispondere alle mail e non vedete altri modi per pagare l'affitto, sempre MG Siegler arriva un suggerimento interessante: Shortmail.
Si tratta di un servizio di email semplificata. Basta con i lunghi papiri, basta con le analisi approfondite, basta con i pesanti attachment, con l'organizzazione delle mail in entrata. Shortmail blocca le email a 500 caratteri per arrivare in modo diretto e sintetico al punto. Non permette di allegare nulla, è disponibile anche in versione mobile e ogni messaggio che scriviamo può essere pubblicato in forma privata o pubblica, stimolando così anche l'aspetto social via tweet, altra addiction dei nostri tempi.
Una volta loggati con il nostro account Twitter possiamo importare la rubrica di indridizzi del social network e di Gmail e scrivere le nostre mail compatte a chi desideriamo. Il destinatario riceverà quindi una normale mail da parte del nostro account Shortmail con un piedino che dice chiaramente "This is Shortmail. Please reply in less than 500 characters; about 5 sentences."
Ho provato a rispondermi con una mail ben più lunga ed ecco cosa mi è tornato indietro.
Geniale, no? Il servizio va ancora migliorato ma credo che inizierò a fare qualche tentativo con i più prolissi della mia lista contatti, e speriamo di salvare almeno l'estate dall'overload d'informazione.
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alle 10:41
Piana C.
Si torna alle lunghezze sms, dunque? Quanto li ho odiati le prime volte che ne scrivevo. Dopo poco, mi hanno insegnato a comunicare meglio, andando, come dici, subito al punto. Sulle nuove tecnologie di comunicazione, cerco anche di tenermi aggiornato. Secondo me, l’arte di comunicare va insegnata con esempi e non solo con un divieto (“taglierò i messaggi più lunghi di 500 caratteri”). Anche se questo avrà l’effetto benefico di scoraggiare gli scocciatori!