L'estate si avvicina ed è tempo di scegliere fra viaggio culturale o viaggio relax con i piedi alzati in spiaggia. Se propendete per la prima soluzione (anche magari per qualche giorno) quest'anno ad accompagnarvi per musei potrebbe esserci una hostess davvero particolare. Si chiama Beatrice ed è un robot.
Figlia di Arneis, la società di marketing e consulenza torinese, e dei due imprenditori Andrea Villa e Stefano Silvera, Beatrice è capace di interagire con le persone, individuare ostacoli durante il percorso all'interno dello spazio espositivo, ma soprattutta è di dotata di un gram sapere che condivide volentieri con la audience di ascoltatori che la circonda.
Antropomorfica (più o meno) e dotata di un grande schermo, la robottina Beatrice non la le braccia ma ha due simil-occhi e un gran sorriso. Il suo ingresso trionfale lo ha già fatto alla Stazione Futuro a Torino in occasione dei 150 anni di Unità d'Italia dove, fra le altre persone, ha guidato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all'inaugurazione della mostra.
Non è di certo la prima volta che ci troviamo in esperimenti simili in cui l'uomo fa di tutto per creare dei propri cloni per fargli compagnia o per svolgere compiti troppo difficili o troppo noiosi per noi umani.
Da "Io e Caterina" con Alberto Sordi e da "Tron" però - tanto per citarne solo alcuni - una lezione dovremmo averla imparata e prima di progettare il robot del futuro dovremmo fare bene attenzione alla rivolta delle macchine e della presa del sopravvento sullo stupido uomo.
Ma no, noi insistiamo in questa direzione e onestamente guardandola negli occhi o vedendo il suo sorrisone illuminarsi, Beatrice sembra l'ultima delle minacce per il nostro mondo. Ci fidiamo?
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