Un annuncio un pò voluto, forzato nei modi e nella drammaticità: Michael Arrington, fondatore ed editor di TechCrunch e Tim Armstrong, CEO di AOL, seduti sul palco con un contratto in mano. Prende la parola Arrington e annuncia che sta per firmare il contratto con il quale AOL acquisice TechCrunch. Duemila persone in sala che applaudono, molti sogghignano per l'ennesimo colpo di scena messo in atto dal rabbioso e vulcanico Arrington.
Due firme e 25 milioni di dollari dopo, queste le cifre che sono emerse in Rete sull'effettiva dimensione dell'operazione, le due società sono insieme. Non è di certo una novità per AOL che sotto la guida di Armstrong si sta concentrando sempre più sui nuovi modi di fare giornalismo; un primo passo l'aveva fatto nel 2007 quando a sorpresa acquisì Weblogsinc - l'ultima creatura del funambolico Calacanis - nonchè il blog network più conosciuto e visitato al mondo.
La trattativa per l'acquisizione sembra che sia iniziata a giugno scorso quando Armstrong e Arrington si sono seduti per un caffè dopo l'intervento del CEO di AOL alla TechCrunch Disrupt. Quattro chiacchiere e un primo apprezzamento di Armstrong per l'universo TechCrunch che negli ultimi anni, dopo aver assoldato un nuovo amministratore delegato con grande competenza nelle Merger & Aquisition, si è espanso oltre il famoso blog tecnologico con l'aggiunta di una webTV, un sito dedicato ai gadget elettronici e il lucroso business dell'organizzazione di conferenze.
Con l'ingresso in AOL cosa cambierà per TechCrunch?
A mio avviso nulla, AOL ha già dimostrato di essere il partner ideale per supportare l'espansione di iniziative di questo tipo; con una buona piattaforma di blogging, blogsmith ereditato con l'acquisizione di WeblogsInc e una forza vendita particolarmente performante, il futuro di TechCrunch non mi sembra avere possibilità di insuccesso.
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