Cosa significa essere un hacker? E come distinguere chi opera secondo un codice etico e chi invece viola la condotta? In occasione del Security Summit di Milano abbiamo incontrato Mark Abene, ex hacker conosciuto in tutto il mondo come Phiber Optik e oggi security professional, che ci ha parlato delle esigenze di sicurezza da parte delle aziende e in particolare del "galateo" degli hacker. Insieme a lui abbiamo poi affrontato anche il ruolo degli hacker per contrastare il terrorismo internazionale a servizio della sicurezza, in particolare degli Stati Uniti.
Da oltre venti anni Mark Abene è riconosciuto tra i pionieri del settore ICT in qualità un guru dell'informazione e della sicurezza in rete. Ha iniziato la sua esperienza professionale negli anni 80 come hacker e il suo nickname, conosciuto in tutto il mondo, era Phiber Optik vista la sua ineguagliabile conoscenza dei sistemi di telecomunicazioni e le reti a commutazione di pacchetto. E' stato uno dei primi hacker a parlare di sicurezza nelle vesti di insider e a promuovere un dibattito aperto, difendendo i meriti dell'hacking etico come strumento utile per il business.
Oggi è consulente INFOSEC. I suoi servizi sono inclusi tiger team e studi di penetrazione, valutazioni in sicurezza dei siti, implementazioni crittografiche, analisi dei codici di sicurezza, di sistemi e architetture di rete, di amministrazione e gestione, oltre alla progettazione di software personalizzato. A questo si aggiunono il reverse engineering, la lotta alle frodi, forense, la formazione di sensibilizzazione alla sicurezza e conferenze in tutto il mondo. Ascoltate la videointervista:
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