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Google condannato per contenuti pubblicati dagli utenti risponde "Questo è un attacco alla libertà di Internet!"

Juliette Bellavita avatar Giovedì 25 Febbraio 2010, 09:13 in Google di Juliette Bellavita

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La pietra dello scandalo è un pesante video comparso su YouTube nel 2006 nel quale alcuni ragazzi in un atto di bullismo picchiavano e umiliavano un ragazzo affetto dalla sindrome di Down nella loro scuola di Torino. Un video come ho appena detto sicuramente dal contenuto inaccettabile ma per il quale nessuno, almeno fino a ieri, avrebbe mai pensato di addossare la colpa a Google.

E invece il tribunale di Milano ha condannato ieri i tre dirigenti di Big G David Carl Drummond - ai tempi presidente del CDA di Google Italy e attualmente senior vice presidente - George De Los Reyes - attualmente in pensione ma nel 2006 ancora membro del CDA di Google Italy - e Peter Fleischer - responsabile delle strategie per la privacy per l'Europa di Google Inc. - a sei mesi di reclusione per non aver bloccato preventivamente la pubblicazione del video incriminato venendo meno alla legge sulla privacy, sempre secondo il tribunale di Milano, e di diffamazione.

Dal secondo capo d'accusa sono già stati assolti, ma resta però aperta la questione della privacy, sebbene molti abbiano già gridato allo scandalo per aver puntato il dito contro Google. Primo fra tutti il diretto interessato, Big G, che nelle vesti del suo portavoce Marco Pancini ha risposto dicendo che "E' un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato basato Internet".

Il video girato nel maggio del 2006 fucaricato dai quattro studentiai primi di settembre divenendo uno dei video più cliccati dagli utenti fra quelli appartenenti alla categoria "Video divertenti" e poi rimosso due mesi più tardi, ai primi di novembre, direttamente da Google.

Dire che Google sia responsabile di tutti i contenuti caricati dagli utenti onestamente mi sembra una cosa priva di senso. Considerata la mole di contenuti e il tipo di sito sarebbe impossibile garantire lo stesso tipo di servizio in termini di funzionalità e velocità dei contenuti se questi venissero vagliati uno ad uno prima della pubblicazione ogni giorno.

E nello stesso modo la pensa anche Google che ha dichiarato che farà appello alla sentenza che li ha lasciati basiti e ha continuato sostenendo "i nostri colleghi che non hanno avuto niente a che fare con il video di cui parliamo, poiché non sono i responsabili delle riprese, non sono stati loro a caricarlo in Rete e non lo hanno neppure visto".

Voi cosa ne pensate? 

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