Se i controlli di Apple non si sono dimostrati troppo intransigenti sul piano politico, approvando nel proprio store il tanto discusso iMussolini, per citarne uno, tornano invece ad essere più severi quando entra in campo il sesso.
La motivazione che spinge l'azienda a rafforzare i filtri di approvazione sulle applicazioni che richiamo più o meno esplicitamente la sfera sessuale è dettata dall'avvento dell'iPad. Nonappena sarà disponibile sul mercato, il device punterà a raggiungere un'audience di persone variegata ma strizzerà l'occhio volontariamente a famiglie e scuole. Una piattaforma dedicata all'intrattenimento, come già detto, ma anche all'insegnamento, dunque, dove contenuti espliciti per adulti non sono di certo ben accetti.
Poiché le applicazioni che gireranno su iPad saranno le stesse presenti anche su iPod Touch e iPhone, è chiaro che la pulizia avverrà su tutti e tre i fronti all'unisono.
Anzi, a dirla tutta, sugli apparecchi attualmente in vendita, ossia sull'iPhone e sull'iPod Touch, è già partita.
E' il caso di Dirty Fingers, l'applicazione che vedete nel video qui sopra dove ragazze in bikini pulivano il vetro del nostro iPhone, ma anche di tutte quelle app dove sono presenti donne in abiti veramente succinti, in costumi da bagno o peggio ancora nude, e che sono già state rimosse o sono in procinto di esserlo.
Philip W. Schiller, capo del product marketing mondiale di Apple, ha dichiarato che a causa di alcune applicazioni con contenuti a riferimento sessuale messe sull'AppStore da un gruppo di sviluppatori, si sono scatenate una serie di lamentele da parte di donne che rimproveravano a Apple il fatto di essere considerate come oggetti e da madri e padri stufi di vedere comparire sullo Store applicazioni non adatte ai loro figli. Schiller, dunque, ha detto di volere andare in contro al volere dei propri compratori eliminando a partire da questi ultimi giorni tutti quei contenuti che disturbano la propria audience di acquirenti.
Se l'iPod Touch - specialmente negli Stati Uniti - ha trovato una propria ubicazione sul mercato vendendosi come piattaforma di gioco particolarmente dedicata ai ragazzi, l'iPhone si rivolge a un pubblico più ampio ma generalmente più adulto, l'iPad andrà quindi a conquistare e a insediarsi fra le famiglie americane e successivamente del resto del mondo. "L'iPad" come ha dichiarato Gene Munster, analista della Piper Jaffray Munster, "sarà una grande piattaforma per applicazioni" e "Apple ha un marchio da mantenere (alto)".
Davanti alla domanda "che cosa ne sarà degli sviluppatori?" e se Apple non abbia paura di scoprire con gli anni di essersi chiusa la porta in faccia davanti a un mercato remunerativo e interessante a livello di business, risponde in modo piuttosto chiaro Philip W. Schiller dicendo che "Ovviamente teniamo ai nostri sviluppatori ma alla fine dobbiamo dare la priorità alle esigenze di bambini e genitori".
L'uscita di Apple non è di certo piaciuta a tutti coloro che hanno investito tempo o denaro nello sviluppare app che con un colpo di spugna sono state rimosse e chiedono a gran voce che la policy dell'azienda venga resa nota in modo più chiaro portando come esempio "Sports Illustrated" che pur mostrando donne più svestite che vestite (vedi le foto in cima al post) è ancora presente nello Store a differenza di tante altre app che allo stesso modo - pur non essendo testate registrate - mostravano altre ragazze sexy e che per questo sono state rimosse.
Davanti all'accusa di ingiustizia Schiller ha risposto dicendo che la scelta si è basata sul fatto che "Sports Illustrated" è un prodotto creato da una compagnia nota a tutti che regolarmente pubblica contenuti di livello accettabile già resi noti attraverso la divulgazione su carta e web.
Insomma, da oggi in poi il segnale è chiaro: se volete parlare di contenuti espliciti o anche solo alludere a immagini sexy scegliete una strada alternativa ad Apple, specialmente se siete Mr Nessuno.
Fonte | New York Times
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