Era solo una questione di attimi perché i social network iniziassero a diventare al servizio dei cittadini. In realtà già diversi Paesi casi dimostravano di come strumenti nati per socializzare siano ormai diventati mezzi decisamente utili, come ad esempio per i ministeri del Regno Unito dove Twitter è entrato nell'uso quotidiano per comunicare con i cittadini.
Ora è il turno dell'Australia, dove il microblog è stato arruolato addirittura dalla polizia per combattere il crimine.
L'uccellino ha indossato il cappello da sbirro e all'indirizzo Twitter.com/NSWpolice è possibile visualizzare l'account della polizia dello stato di New South Wales, dove annunci pubblici, notizie e allarmi vengono postati regolarmente.
Ma gli Aussie non si sono fermati qui. Oltre a Twitter è stato anche aperto un canale su YouTube.
I video dei sospettati, di coloro che sono ricercati, ma anche scene di raid e operazioni della polizia sono state filmate e pubblicate in questo spazio.
In Australia, come e forse anche più che in Italia, succede di tutto: rapine in farmacia, nei drugstore, furti a persone mentre sono alla guida della propria auto, crimini legati alla droga, ecc. Con questo canale la polizia australiana può ora avvalersi di un possibile aiuto da parte dei cittadini, che visualizzando le immagini potranno identificare i ladri, gli stupratori, gli assassini, e in generale tutti i ricercati pubblicati sul sito e mettersi in contatto con gli agenti.
Su YouTube e su Twitter dunque, i cittadini oltre ad essere invitati a collaborare e essere messi in guardia da possibili pericoli, vengono anche informati sulle iniziative da parte della polizia per ripulire le strade e sugli annunci pubblici che riguardano la lotta contro l'alcolismo, la droga e altre piaghe sociali.
E in Italia cosa succede nel frattempo? L'utilizzo dei social network da parte di enti pubblici sembra ancora lontano, ma mai dire mai. Al momento notiamo che YouTube e di Facebook qui nel Bel Paese sono solo richiamati dai telegiornali per divulgare notizie che, sempre più spesso ormai, sul web corrono più veloce che in TV o alla radio.
Quando potremo comunicare con i nostri uffici postali attraverso un tweet? Quando sarà possibile entrare in comunicazione con i ministeri e i servizi per i cittadini in modo diretto utilizzando la Rete e non più gli antiquati fax? Quando lo Stato deciderà che Internet non va combattuto ma bensì sfruttato al massimo in tutte le sue potenzialità? Diamo tempo al tempo, in fondo abitiamo in Italia, e qui le cose avvengono con calma.
Fonte | The Next Web
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