La lunga e tormentata storia di Skype è arrivata a una svolta: il servizio P2P è stato venduto all'asta su eBay per 2 miliardi di dollari pari a circa 1,3 miliardi di euro. Se avete seguito gli sviluppi della vicenda il colpo di scena su chi l'ha acquistata non sarà poi così scioccante: l'acquirente è un gruppo d'investimento del quale però fanno parte proprio i due fondatori.
Come abbiamo scritto tempo fa, la questione fra chi deteneva i diritti sul codice e chi possedeva di fatto la società era diventata alquanto spinosa tanto da far pensare alla chiusura del servizio senza più un futuro. Invece ecco il punto di svolta che ha posto fine al contenzioso giuridico con i due co-fondatori Janus Friis e Niklas Zennstrom che fino a qualche tempo fa non sembravano voler mollare l'osso.
Il problema dei diritti d'autore si è dunque risolto con un accordo che prevede che Skype mantenga la proprietà del software sepppure attraverso l'azienda di diritti d'autore Joltid Ltd. Inoltre, dopo che eBay avrà venduto il 70% delle sue quote come da accordi, manterrà solo il 30% di Skype contro il 100% che possedeva fino ad oggi. La fetta più grande pari al 56% diventa di proprietà del gruppo d'investimento, mentre ai due fondatori del servizio verrà assegnato il 14%.
La torta è stata finalmente spartita, tutti sembrano essere soddisfatti e noi che Skype lo utilizziamo quotidianamente possiamo forse tirare un sospiro di sollievo e festeggiare con infinte chat, videochat, videoconferenze e telefonate intercontinentali almeno fino a quando i rubinetti non verranno chiusi.
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