La disputa sui diritti d'autore di Skype non sembra avere fine. Con il recente accordo di un paio di settimane fa nel quale il 65% del servizio è stato ceduto a un gruppo di investitori tutti sapevano che qualcosa ancora stava bollendo in pentola, ma nessuno sembrava averci fatto troppo caso.
La spinosa questione del codice sorgente di Skype ancora di proprietà dei due fondatori originari Janus Friis e Niklas Zennstrom è tornata a galla e questa volta se ne discuterà in tribunale.
L'azione legale è partita e i due si sono messi contro eBay e il nuovo gruppo d'investimento chiedendo miliardi di dollari per danni.
Come Friis e Zennstrom hanno più volte ribadito, quando eBay nel 2005 ha acquistato Skype per 2,6 milardi di dollari non ha comprato anche la tecnologia alla base del servizio, che quindi appartiene ancora ai due fondatori. L'aggravante consiste poi nel fatto che oltre ad aver continuato ad utilizzarla illegalmente, l'azienda se n'è servita per modificare il codice del quale non detiene i diritti.
Un'accusa non da poco ma in un certo senso inattaccabile. E' così quindi che con un'ingiunzione le due parti finiranno in tribunale dopo che la parte lesa avrà finito di valutare i danni riportati. Le cifre sono spaventose: secondo il loro legale infatti questi si aggirerebbero attorno ai 75 miliardi di dollari al giorno causati dall'infrazione del copyright avvenuta 100.000 volte al giorno negli Stati Uniti, ossia ogni volta che Skype è stato scaricato.
Se i fatti daranno loro ragione, certo è che questa volta per eBay sarà davvero difficile continuare a rimandare il problema come era avvenuto nei mesi scorsi quando tutte le richieste da parte dei propritari del copyright di restituire il codice erano cascate nel vuoto ricevendo solo un "no" come risposta. Ora l'ultima parola spetterà al giudice e vedremo per chi saranno dolori.
Via | Times Online
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