La notizia è ufficiale: eBay ha stretto accordi per la vendita parziale di Skype a un gruppo di investitori privati del quale fanno parte Andreessen Horowitz (venture capital del co-fondatore di Netscape Marc Andreessen), Index Ventures, Silver Lake Partners e il Canada Pension Plan (CPP) Investment Board.
Il valore del software VoIP è stato stimato per 2,75 miliardi di dollari di cui 1,9 milardi entreranno direttamente nelle tasche di eBay nel momento in cui il 65% di Skype verrà ceduto al gruppo acquirente.
Della possibile vendita di Skype si parla già da tempo. John Donahoe, amministratore delegato di eBay, a maggio aveva dichiarato di voler attendere l'anno prossimo e aveva detto chiaramente che un'evenuale valutazione pari a 2 miliardi di dollari non sarebbe stata presa in considerazione.
In effetti nel 2005, quando eBay acquisì a sua volta Skype per 2,6 miliardi di dollari l'azienda puntava molto in alto. Poi davanti alla realtà dei numeri - molto incoraggianti per quanto riguarda gli utenti attivi (oltre 400 milioni in tutto il mondo) ma meno per i ricavi - il cambio direzionale è stato imperativo ed è così che l'azienda con un comunicato ufficiale che lo attesta ha deciso di tenere solo il 35% del prodotto.
In tutto ciò i problemi fra gli sviluppatori originali del software e coloro che ne detengono i diritti di sfruttamento non sono ancora finiti e attualmente non si sa ancora come e quando si concluderà la questione. In ogni modo, ciò che interessa maggiormente eBay in questo momento sembra essere il servizio a pagamento PayPal sulla quale la società intende concentrarsi nonappena l'operazione sarà conclusa, liberata di un fardello tanto interessante quanto pesante da gestire purché di indiscusso successo.
Il furore di Skype fra gli utenti che in tutto il mondo lo utilizzano per telefonare, chattare, fare meeting e contattare amici e parenti lontani e vicini è stato in effetti imponente anche sull'iPhone. Lanciata a fine marzo scorso, l'applicazione ha ricevuto un numero di download che ha superato i 4 milioni. Davvero niente male.
Che cosa cambierà dopo il cambio di gestione? Purtroppo sembra quasi tutto. Già a partire dalla prossima settimana le tariffe verranno ritoccate, e come è facile intuire, punteranno verso il rialzo almeno per quanto riguarda le chiamate verso i cellulari e i telefoni fissi fuori dalla propria nazione per i Paesi non appartenenti alla rete Global Rate Countries, che si alzeranno quindi da 3,9 centesimi a 7,9 centesimi.
Resteranno invece invariate le chiamate da client a client. Magra consolazione, ma almeno quelle - per ora - si sono salvate.
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