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Skype a rischio chiusura per una controversia sul codice sorgente

Juliette Bellavita avatar Sabato 1 Agosto 2009, 11:20 in Internet di Juliette Bellavita

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Grossi nubi si intravedono all'orizzonte per Skype, il sistema voice-over-the-internet che ormai è entrato nelle case, nei computer e nei telefoni di tutti, o quasi.

Nubi che potrebbero portare addirittura alla chiusura di uno dei migliori servizi sviluppati negli ultimi anni. Tutto nasce da una controversia sulla tecnologia alla base del sistema sulla quale si stanno scontrando in tribulnale eBay - che nel 2005 ha acquistato Skype sborsando 2,6 miliardi di dollari - e il fondatore originale della società che furbamente detiene ancora i diritti proprio della parte tecnologica così come del codice e quindi del cuore del sistema.

L'accordo non è ancora stato trovato e eBay dichiara che la possibilità che il servizio chiuda i battenti sono tutt'altro che da escludere. Ebay aveva cercato di aggirare la scottante questione dei diritti sulla tecnologia di Skype portando avanti lo sviluppo di un software alternativo ma il rischio che la nuova piattaforma non funzioni come previsto o che eBay possa perdere i diritti sul software originale rappresentano una minaccia consistente che potrebbe minare i futuri piani di sviluppo. 

All'inizio dell'anno la battaglia fra Skype e Joltid - società controllata dai co-fondatori di Skype Niklas Zennstrom e Janus Friis - si era già accesa: davanti all'intenzione da parte di Joltid di porre fino all'accordo sulla licenza del software, Skype aveva risposto con una protesta presentata a Londra nella quale tentava di trovare una soluzione accomodante per entrambi le parti.

Ma Jotlig si è dimostrata irremovibile e, ferma sulle sue posizioni, ha risposto con una controrichiesta nella quale ha sottolineato che Skype non ha nessun diritto sul codice né ha la possibilità di modificarlo o renderlo pubblico e che quindi stava già violando l'accordo originale.

Cosa ne sarà di Skype? Riuscirà l'eventuale separazione delle due parti a mantenere vivo il servizio o dovremo iniziare a cercare una (speriamo valida) alternativa? 

Via | Times Online

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