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Intervista a Guido Scorza: il futuro di Hadopi e il download a pagamento

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 20 Maggio 2009, 12:00 in Interviste di Eleonora Bianchini
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Ieri abbiamo discusso con Guido Scorza dell'introduzione dello sceriffo digitale in Francia, legge che il governo Berlusconi potrebbe guardare con interesse dopo le proposte di regolamentazione del web avanzate da Carlucci e D'Alia. Qui trovate la prima parte dell'intervista dedicata al rapporto fra Internet e politica e di seguito pubblichiamo la seconda parte legata al possibile futuro della legge francese, al dowload gratuito e alle prospettive di business sul Web dell'industria cinematografica e musicale. 

Hadopi, il futuro dello sceriffo digitale: cosa succederà nei prossimi mesi?

Il consiglio costituzionale di Francia dovrà dare il via libera e alla luce della recente pronuncia del Parlamento europeo la decisione non è scontata. Gli isp francesi dovranno poi modificare i contratti con gli utenti e adempiere agli eventuali "ordini di disconnessione".

E la Rete?

Renderà sempre più difficile l'individuazione degli indirizzi IP di partenza.

La storia insegna che la tecnologia non può essere ingabbiata nelle maglie di qualche disposizione di legge specie se di contenuto tanto repressivo.

Il download gratuito ferisce al cuore l'industria cinematografica e musicale e Murdoch ritiene che i giornali online debbano essere a pagamento, almeno in parte.

Chi crea contenuti culturali o informativi deve essere remunerato per continuare a produrre, ma in Rete non è detto che sia vincente la logica tradizionale del pay per use da parte degli utenti. La pubblicità e i nuovi modelli di business possono ricreare anche nel contesto telematico un ragionevole equilibrio di mercato.

Quindi non può essere tutto gratis.

No, la Rete si svuoterebbe di contenuti originali e di valore ma l'industria audiovisiva e quella dell'informazione devono usare più creatività e fantasia per innovarsi.

Qual è il settore più avanzato in questo senso?

L'industria musicale e i giornali che lentamente stanno modificando le strategie di approccio ai lettori.

E il più arretrato?

Il cinema, specie in Italia, che rischia l'estininzione.

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