E dire che la Warner era stato il primo amore di YouTube quando, nel 2006, aveva firmato per prima rispetto a tutte le altre case discografiche l'accordo di revenue share sul traffico generato, che in cambio permetteva al servizio di pubblicare tutti i video musicali della major americana.
Ma l'incanto e' finito e ora la Warner Music Group pretende il divorzio tagliando anche gli alimenti: tutti i video dei maggiori gruppi e artisti dovranno essere tolti istantaneamente mentre si cerca una via di trattativa.
Madonna, Led Zeppelin, Red Hot Chili Peppers e Linkin Park saranno i primi ad essere rimossi, poi probabilmente tutti gli altri.
Le motivazioni che muovono mamma Warner sono molto semplici e dirette: i soldi. La casa discografica infatti, una volta valutati i guadagni concordati nel primo accordo del 2006 non troppo vantaggiosi, ora vuole di piu'. Papà YouTube le tiene testa perché a rimetterci non si è ancora ben capito chi sarà.
Sicuramente YouTube rischia molto eliminando i contenuti della Warner, soprattutto per la minaccia in arrivo, ossia che anche le altre etichette e possano seguirne l'esempio. Ma la smentita sembra già intravedersi: Emi, Sony, Vivendi e Universal non sembrano voler seguire le orme del colosso, ma al contrario, la Universal in particolare manifesta un particolare attaccamento a YouTube che nel 2008 ha alzato il proprio fatturato dell'80%. Sospiro di sollievo.
E in un certo modo questa è anche la perplessità che porta la Warner attorno a un tavolo in cerca di un accordo invece di chiudere semplicemente la partnership; le vendite dei cd sono in calo ormai da tempo e nel settore online non hanno ancora manifestato una forza nemmeno vagamente comparabile al fenomeno YouTube. In che modo una chiusura netta con il sito di sharing musicale che genera 100 milioni di video visti al giorno potrà portare beneficio alla major discografica?
La trattativa è ancora aperta, ma per non rischiare godetevi la visione degli ultimi (?) video Warner prima che sia troppo tardi. Non si sa mai...
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alle 09:19
MarcoA
in major non ragionano più davvero. E per questo la loro fine è vicina. Se avessero pensato prima al loro futuro e a come la musica sta cambiando.. anzichè dormire sugli allori...