Sandro Bondi l'aveva detto alla Mostra Internazionale di Venezia dove l'Arte Cinematografica dava bella mostra di sé. Se Venezia è un lido sicuro per cinema e prodotti d'ingegno, la Rete dal punto di vista di SIAE e distributori è una baia pericolosissima. Ecco allora che Bondi è pronto a seguire l'esempio francese: tagliare i fili a chi si dimostra un recidivo della pirateria.
Riportiamo dal Sole24Ore che ne parla qui:
Dopo aver istituito una commissione ad hoc, come sta accadendo in Italia, il governo di Sarkozy ha approvato un disegno di legge (detto disegno "Olivennes" dal nome di Denis Olivennes, il presidente della Fnac che ha presideduto la commissione) che mira a contrastare il fenomeno. A chi scarica illegalmente contenuti protetti da diritto d'autore, dopo alcuni ammonimenti, al terzo avviso gli verrà sospesa la connessione internet, anche per un anno.
La misura descritta dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2009, grazie alla collaborazione degli internet service provider (isp): solamente tramite loro la nuova autorià amministrativa Hadopi (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur internet) potrà effettuare controlli e inviare avvisi agli utenti che commettono azioni illecite online.
Navigatore avvisato, mezzo salvato.
Ma non a tutti è piaciuta questa brillante risoluzione francese per un semplice motivo: tagliare Internet a un cittadino, anche se colpevole di ledere il diritto d'autore, non esattamente in linea con le libertà civili.
La pensano così diversi membri della Comunità Europea. Stiamo parlando di un'interruzione dell'accesso al Web che, dicono i francesi, può durare anche un anno. Come si gestisce questo diritto di navigare? E se quella stessa connessione servisse ad altre persone che neppure sanno cosa sia il peer to peer? Questo è solo il primo di molti dubbi.
Una soluzione geniale invece per la Siae. Ecco cosa ne pensa Il presidente della Siae, Giorgio Assumma.
Stavolta credo si possa compiere una battaglia seria. Ho capito che c'è una volontà precisa, anche da parte del Governo, di intervenire. Condivido pienamente la proposta francese e auspico si possa adottare anche in Italia la stessa ideologia. Lo stop della connessione è necessario, sennò i risultati sono inefficaci. Per questo è necessaria la collaborazione degli intermediari
Insomma invece di adattarsi al nuovo ambiente digitale il diritto d'autore se ne chiama fuori. Perché modificarsi, evolversi, reinventarsi quando si può vietare?
Per fortuna la pensano diversmanete proprio quegli intermediari che la Siae chiama in sua difesa. Il Sole24Ore raccolgie l'opinione del presidente di Assoprovider, Dino Bortolotto:
Non vedo come si possa decidere qualcosa che ci riguarda senza interpellarci. Le proposte in questione sono anticostituzionali, dirette a estendere la responsabilità dei provider e a criminalizzare gli utenti finali che utilizzano internet. In questo modo il tavolo rappresenta solo gli interessi dei titolari dei diritti.
Forse non sai che tale norma approvata dall Ue non è vincolante per i paesi membri...
Il 24 settembre 2008 il Parlamento Europeo ha approvato il cosiddetto "pacchetto Telecom" comprensivo dell'emendamento Bono (n. 138). Tale emendamento, che riporto nella forma approvata dal Parlamento, rende illegittima la policy "3-strikes-and-you're-out" o anche "dottrina Sarkozy".
“applying the principle that no restriction may be imposed on the rights and freedoms of end-users, notably in accordance with Article 11 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union on freedom of expression and information, without a prior ruling by the judicial authorities, save when public security is threatened”
Pertanto, a meno di motivi di pubblica sicurezza, un cittadino dell'Unione non può vedersi limitate in alcun modo le libertà di espressione e di informazione (per le quali Internet gioca il ruolo più importante) sulla base di "tre avvertimenti" che a loro volta verrebbero inoltrati dalla collaborazione di società private; è al contrario indispensabile una sentenza da parte delle autorità giudiziarie.
Il "Pacchetto Telecom" passerà al Consiglio UE intorno al 27 novembre.
Ulteriori informazioni e approfondimenti:
http://forum.tntvillage.scambioetico.org/tntforum/index.php?showtopic=139833
http://www.laquadrature.net/wiki/Main_Page
Impedire di scaricare non spingerà la gente ad andare al cinema in ogni caso. I soldi a disposizione restano sempre pochi. Convertite il canone RAI in buoni per andare al cinema per un anno. Le soluzioni potrebbero essere tante, basterebbe pensarci un solo attimo. Ma è più facile proibire tutto quanto e dimostrare di non essere in grado di adeguarsi ai tempi moderni (cit: fermi al palo).
Il mondo della cultura è in mano agli editori che sfruttano gli autori. Gli editori voglioni guadagnare a più non posso perchè hanno capito che il loro ruolo è al tramonto
Autori: svegliatevi !!!! Avete delle opportunità immense che gli editori stanno svilendo.
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alle 00:22
paolojustice
Non capisco a quale norma si riferisca "Io".
Il pacchetto Telecom è un insieme di proposte che porteranno alle modifiche delle direttive europee vincolanti per tutti i paesi membri, ai sensi del Trattato di Roma sottoscritto il 29 ottobre 2004 (per un elenco completo, v. link già postati).
Come già ho specificato, il pacchetto sarà discusso dal Consiglio intorno al 27 novembre. L'emendamento 138 è fondamentale nell'ambito trattato perché in caso di definitiva approvazione del Pacchetto, esso porterà alla modifica delle direttive vincolanti fino al punto di rendere illegittima la "3-strikes-and-you're-out" policy.
Ne è ovviamente cosciente lo stesso Presidente Sarkozy che ha scritto, pochi giorni dopo il 24 settembre, direttamente al Presidente Barroso pregandolo di cancellare l'emendamento 138, proprio perché d'intralcio alla proposta di legge francese . La risposta della Commissione è arrivata il 6 ottobre ed è stata un secco rifiuto. La risposta della Commissione è particolarmente interessante in quanto lega l'emendamento 138 direttamente ai diritti fondamentali dei cittadini europei. Il rispetto di tali diritti è vincolante per tutti i paesi membri.
Il filmato della secca risposta della Commissione è visionabile anche qui:
http://www.laquadrature.net/en/graduated-response-lesson
Paradossalmente, a causa dell'emendamento 138, i più forti sostenitori del Pacchetto (i francesi), che vedevano in esso, fra le altre cose, la testa di ponte per legittimare la "dottrina Sarkozy", potrebbero diventarne degli oppositori, in sede del Consiglio dei Ministri, per rimandare il tutto, con un nulla di fatto, a data da destinarsi (il che sarebbe comunque non completamente negativo per le libertà fondamentali dei cittadini perché il Pacchetto verrebbe ripresentato dopo la scadenza della presidenza francese).
Anche indipendentemente dalla futura eventuale approvazione del Pacchetto Telecom, sta emergendo un chiaro orientamento secondo il quale un quadro normativo simile a quello voluto dai Sarkozy e Olivennes (disconnessione degli utenti senza processo, presunzione di colpevolezza, monitoraggio del traffico digitale autorizzato di default, nessun diritto di difesa in sede legale per gli accusati) lede i diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione Europea, anche (ma non solo) perché antepone esageratamente la protezione degli interessi economici di società private alla libertà di informazione e di espressione.
Ci sarebbe inoltre da scrivere un piccolo trattato sul perché, tecnicamente, la dottrina Sarkozy risulterebbe inapplicabile (criptazione totale delle comunicazioni), e sul perché colpirebbe al contrario chi non cripta ma utilizza il p2p per condividere contenuti liberamente distribuibili o sotto licenze CC o GPL (incapacità dimostrata dei software di monitoraggio di discernere il tipo di licenza dei contenuti condivisi) ma probabilmente non è questa la sede adatta.