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eBay multato: condizioni di servizio e truffe tra il service provider e il vero colpevole

Elisa avatar Martedì 1 Luglio 2008, 17:26 in Techno Economia, Web 2.0 di Elisa
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La notizia: eBay multato di 40 milioni di euro per aver permesso sul suo sito la vendita di borse contraffatte dei brand del polo LVMH, ne parla WhyModa.

Un dubbio: è giusto multare il service provider per un reato commesso da un utente di tale servizio?

La difesa di eBay si basava - e si baserà nelle future cause - sul concetto di piattaforma: definendosi tale, eBay si mette al sicuro dall'utilizzo che i suoi utenti fanno del servizio offerto.

Il nostro sito è un luogo che offre ai propri utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti, in qualsiasi momento, da qualunque postazione Internet e con diverse modalità, eBay non ha nessun controllo o responsabilità in merito alla qualità, sicurezza, liceità dei beni messi in vendita sul sito. Non può inoltre verificare la veridicità e l’accuratezza delle inserzioni o la capacità degli utenti di vendere, acquistare e fare offerte. eBay non ha alcun ruolo nella compravendita che si svolge tra gli utenti a seguito della loro attività sul sito.

Il tribunale francese ha però dato ragione a LVHM che a questa definizione di eBay preferisce quella di broker. eBay non è una piattaforma che ospita e basta, è un broker.

Ne parla anche VisionPost sottolineando la posizione di eBay che finora si è sempre appoggiata alle leggi statunitensi ed europee sul commercio elettronico che prevedono una sorta di immunità per i servizi internet in relazione agli illeciti compiuti da parte dei loro utenti, almeno fin tanto che siano pronti a togliere il materiale incriminato una volta informati.

Dal canto suo l'accusa fa leva su un altro punto: eBay ha guadagni indiretti su ciò che i suoi utenti vendono, la commissione. In più secondo il tribunale parigino, non solo eBay non ha fatto abbastanza per impedire e prevenire la vendita di beni contraffatti ma è responsabile anche di vendite non autorizzate di beni originali, la cui distribuzione era stata circoscritta a specifici canali da parte delle aziende produttrici.

L'appello di eBay non si è fatto attendere: il sito di aste agirà in nome dei suoi utenti contro la condanna indecente.

Il dubbio di cui sopra è destinato a ripresentrasi ancora nel panorama 2.0: attribuire la responsabilità al fornitore di un servizio non equivale a incolpare il produttore e rivenditore di un oggetto di per sé innocuo ma usato per scopi illeciti dal consumatore finale?

E di conseguenza, come stabilire la responsabilità? Andrà a finire che, non appena i computer saranno abbastanza intelligenti, la colpa diventerà loro.

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2 commenti
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11 Set 2008
alle 13:01

mirko

raccontateci?? ahahahah, cioè mò fai finta d'esse una redazione!? popone ripiateeee!!!

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17 Lug 2008
alle 15:25

Leo

Ho creato un forum contro le truffe e altro, chi fosse interessato a collaborare è il benvenuto www.leogpone.forumfree.net venite a leggere come truffano anche con paypal! Postepay è risaputo ormai, ma adesso anche con paypal! Fate attenzione, raccontateci la vostra esperienza! Se ho fatto spam, mi scuso e cancellatemi pure

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