Quella di Microsoft verso Yahoo! più che un'aquisizione è una rincorsa disperata. Non si tratta solo del tira e molla degli ultimi mesi ma di un vero e proprio corteggiamento che, nonostante le apparenze, non ha mai nemmeno sfiorato l'idea di un fidanzamento.
E' quello che si legge nei documenti, eccoli qui, resi pubblici da un giudice che si occupava della causa intentata da due fondi pensione di Detroit contro Yahoo!, conseguenza anche questa della mancata acquisizione. Come spiega PuntoInformatico
Yahoo, in passato, avrebbe fatto molto più di quel che è emerso per arginare la corte di Redmond. Il rifiuto delle offerte di Redmond era una strategia di azione: Sunnyvale si era negata a Microsoft già nel 2007, l'ex CEO Terry Semel aveva rifiutato un'offerta che la valutava 40 dollari ad azione nell'intento di strappare un accordo di partnership che non prevedesse l'acquisizione.
Nell'ottobre del 2007 Yang aveva già meditato di respingere qualsiasi richiesta di acquisizione che giungesse da "terze parti". La richiesta in questione è con ogni probabilità quella lanciata da Microsoft all'inizio di febbraio per 45 miliardi di dollari.
Informazioni sono preziosissime per Carl Icahn, colui che meno di un mese fa aveva lanciatio l'ipotesi una scalata Yahoo!.
Licenziamento è la parola chiave per Icahn: Jerry Yang ha sbagliato a rifiutare, a questo punto ripetutamente, le offerte di Microsoft, scelta che va contro l'interesse degli azionisti.
Icahn è il rappresentate di un buon numero di azionisti che non intendono lasciarsi scappare questa occasione e anche icrosoft non apsetta altro: da questo punto di vista il ritiro dell'offerta di Steve Ballmer è stato quanto mai puntuale lasciando Yahoo! alle prese con la faida interna.
Yang resisterà anche a questo arrembaggio? vedremo...
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