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GRID, dal Cern con 10 Peta Byte all'anno ma Internet potrebbe morire, per 10 ragioni

Elisa avatar Martedì 8 Aprile 2008, 09:03 in Futuro, Hardware di Elisa

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Per ora possono usarla solo i ricercatori del CERN ma immaginate cosa potrebbe fare un comune mortale con una tecnologia in grado di surclassare l'ADSL e lasciarla indietro di 10mila lunghezze. Si chiama GRID ed è una Rete telematica sperimentale che corre su fibra ottica 10mila volte più velocemente dell'attuale Internet.

E' stata approntata per registrare i dati del Large Hadron Collider (LHC), il nuovo acceleratore di particelle progettato per analizzare come è nato l’universo. Collega già più di 50mila server distribuiti tra il Cern a 11 centri negli Usa, Europa, Canada, Asia ma la Rete dovrebbe crescere ulteriormente entro la fine dell'anno arricchendosi di altri 250mila server.

Ne parla Gianluca Salina su Hardware&Gadget:  

Una rete dalle simili prestazioni, che relegherebbe la fibra ottica ad oggetto dell'età della pietra, consentirebbe di accedere, ad esempio da casa, a tutte le informazioni presenti sul proprio PC in ufficio, in tempo reale, come se il computer fosse accanto a sé.

Qui trovate il post integrale con diverse news su GRID; Futuroprossimo invece ci aveva già presentato l'imponente progetto del CERN, il Large Hadron Collider, inserendolo tra le cinque meraviglie che cambieranno il mondo.

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Internet però potrebbe non sopravvivere tanto da vedersi surclassato dalla nuova tecnologia. Paolo Galli sul blog Usabilità riporta i dieci motivi per i quali Internet così come lo conosciamo morirà: la discussione è partità da GigaOm ed è stata ripresa così da Corriere.it.

Tra le possibilità prese in esame vi è quella del sovvertimento del mondo dei nomi di dominio: un attacco al sistema Dns (Domain Name Service) ed ecco che gli indirizzi web non sono più attendibili e gli internauti diventano facilmente vittima di phishing, frodi e quant'altro. In realtà simili attacchi sono già stati tentati, ma senza successo. Per il momento.

Più probabile è che internet sia messa in ginocchio da una rete di milioni di computer zombie, ovvero Pc connessi che vengono sfruttati da hacker e software maligni per sferrare attacchi informatici e minare la sicurezza del web. Ma cosa succederebbe poi se i cavi telefonici che corrono sul fondo del mare per portare la connessione in giro per il mondo venissero sabotati? Internet sarebbe inesorabilmente inaccessibile per milioni di persone, come è avvenuto all'inizio dell'anno in seguito al danneggiamento dei cavi nel Mediterraneo.

E ancora: attacchi ai router da parte di virus super intelligenti che compromettono e bloccano il traffico in rete, o instabilità e crollo del sistema a causa di un massiccio riavvio delle macchine degli utenti di tutto il mondo in seguito all'installazione automatica degli aggiornamenti di un'applicazione.

Infine, internet cambierebbe faccia se si frammentasse in una molteplicità di isole autonome, comunità indipendenti e autoreferenziali che non comunicano tra loro; oppure se davvero la rete smettesse di essere neutrale.

E sono proprio questi ultimi gli elementi più pericolosi secondo Paolo Galli. Qui il suo post; qui invece il post originale di GigaOm.

Alcuni di questi presagi di apocalisse sembrano davvero tratti dalla trama di un film distopico: dallo spegnimento contemporaneo di milioni di macchine all'attacco gore dei computer zombi, sono tutte ipotesi realistiche o forse iper-realistiche. La fine di Internet sarà davvero così? Forse non così come la traduce il Corriere: quella che vi abbiamo riportato qui sopra è una traduzione decisamente semplicistica del post di GiGaOm che vi invitiamo a leggere, qui.

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26 Lug 2009
alle 17:36

Dario de Judicibus

Mah, non è che il post di GiGaOm mi sconvolga particolarmente. Non che i problemi segnalati non esistano, ma mi sembra molto il classico «alla fine del millennio il mondo finirà». Poco tecnico e poco verosimile.

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