E se la WiFi passasse per la televisione? O meglio, per quelle frequenze lasciate libere alla tv che migra sui satelliti. Con un raggio d'azione molto ampio, non hanno bisogno di licenze: potrebbero diventare la WiFi 2.0. L'idea è del solito Google: la società di Mountain View ha inviato la sua proposta alla Federal Communications Commission per sfruttare le frequenze televisive non usate, note come 'spazio bianco', con lo scopo di estendere al massimo la possibilità di connessione a Internet negli Stati Uniti.
E se il GPhone fosse un Dream Phone? Quest'altra ipotesi è già realtà: come segnala Harware&Gadget dopo aver prodotto Shift ed Advantage, rispettivamente UMPC e PDA ibrido, HTC torna a far parlare di sè con Dream Phone, annunciato come il primo telefono basato sulla piattaforma Android di Google ad arrivare sul mercato.
Mentra la seconda è più di un ipotesi, concretizzata dalla dichiarazione di HTC e dalle immagini di Dream Phone, la questione delle frequenze televisive è solo all'inizio. Google sembra mirare alla diversità: non solo uno spettro di frequenze ma più ambiti in cui muoversi. Insomma Mountain View si sta preparando in grande stile all'era del wireless, attraverso il mondo della telefonia mobile con Android, nello spettro delle frequenze a 700MHz per la telefonia del futuro, nel presente americano del WiMax e ora nel WiFi 2.0
L'operazione WiFi 2.0 riguarda per ora la sola America:
La società crede fermamente nella possibilità che l'uso di queste frequenze possa portare l'accesso a Internet per molti americani - ha commentato in una conference call Richard Whitt, legale di Google - Aprire gli spazi a tutti inoltre permetterebbe la salutare competizione con gli attuali gestori di servizi oltre che ad ampliare lo spettro delle frequenze impiegate ora solo nella misure del 5%. Il piano, come prevedibile, non ha incontrato il favore delle emittenti televisive, contrarie all'operazione temendo interferenze con la programmazione
Tutto questo mentre noi siamo ancora alle prese con il punto di domanda WiMax. E dall'Australia arrivano consigli che vanno controcorrente, riporta PuntoInformatico:
Secondo Buzz Broadband, provider che per primo ne ha fatto impiego in Australia, il WiMax sarebbe "un vero disastro" che "ha miseramente fallito".
Il WiMax? Fa schifo, lasciamo perdereGart Freeman, CEO dell'azienda, nel partecipare ad una conferenza internazionale sul WiMax tenutasi a Bangkok ha lasciato senza fiato un'audience sintonizzata su pareri totalmente diversi. Secondo Freeman, le performance del WiMax in assenza di visibilità ottica, sono "inesistenti già a soli due Km dalla stazione radio base, le prestazioni in ambienti interni decadono già a 400 metri e la latenza raggiunge i 1000 millisecondi".
Qui l'articolo integrale.
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