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24 file condivisi, 220mila dollari di multa: le major contro il peer to peer

Elisa avatar Venerdì 5 Ottobre 2007, 15:39 in Arte digitale, Techno Economia di Elisa
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Update! 9 ottobre - Jammie Thomas farà ricorso: continua la sua battaglia contro la RIAA. Qui i dettagli.  

Avete condiviso un file via peer to peer? Bene, se foste in America dovreste pagare 9mila dollari. E se ne avete condivisi due la multa raddoppia, e così via fino a 220mila  dollari per 24 file messi in condivisione da Jammie Thomas: meglio tornare a comprare cd e dvd insomma.

A deciderlo una giuria del Minnesota; si tratta di un caso unico, primo caso di un un utente di peer to peer portato di fronte a un giuria e multa record per condivisione illegale di file, imposta tra l'altro a una donna che vive di assegni di sostentamento ed ora improvvisamente rischia che un quarto di questo assegno per tutta la vita le sia sottratto - parole dell'avvocato dell'imputata.

Vince dunque la RIAA, Recording Industry Association of America, che negli ultimi anni ha combattutto il peer to peer con mezzi più o meno leciti: anche questa volta il metodi di rilevamento non sono del tutto comdivisibili.

A differenza di tutti coloro i quali sono scesi a patteggiamento con le major, nel caso specifico il legale si è presentato alla sbarra proclamando l'innocenza della propria assistita. - scrive Tomshdw - In particolare Jammie Thomas avrebbe mai avuto un account Kazaa nè avrebbe voluto condividere alcunchè in rete. Le scusanti apportate, però, non hanno retto.

L'accusa si è basata sulle rilevazioni compiute sull'IP relativo al terminale della donna, una pratica che ci riporta al recentissimo caso di denuncia da parte del P2P al Media Defender, società privata che protegge le major e incalza gli utenti che condividono file online con metodi alquanto discutibili. E come sottolinea Vision Post si tratta soprattutto di una dichiarazione di onnipotenza fatta dalle major della discografia Usa per una sentenza che sarebbe stata addirittura miliardaria se i quasi duemila file segnalati dalle case discografiche fossero stati confermati anche in tribunale.

Le accuse della major infatti riguardavano 1702 file musicali sul network peer-to-peer Kazaa, quantità che si è poi ridotto ai detti 24 nel corso del processo. Una scelta coraggiosa per Jammie e per i suoi legali che hannoc ostituito un precdente in una settore che fino ad ora aveva visto una serie infinite di patteggiamenti da poche migliaia di dollari tra utenti e major. E la RIAA fa sapere baldanzosa che la maxi-multa è la conseguenza per chi non patteggia e insiste per arrivare al processo - una frase che sa di minaccia, e per nulla velata.

Difficile però, commenta Wired, che questa sentenza cambi qualcosa nell'immediato: l'unica conseguenza diretta potrà essere un'inaspirmento dell'insofferenza reciproca tra utenti e major, rapporto già difficilisismo e dalle conseguenze economiche non indifferenti.

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3 commenti
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07 Ott 2007
alle 05:28

87teo87

ultimo commento: viva i radiohead! che mettono sul proprio sito la possibilità di scaricare le canzoni legalmente stabilendo tu il prezzo che vuoi dargli. se uno apprezza veramente l'autore nn avrà problemi a spendere per ottenerle. io difatti ne acquisterò i vinili del nuovo album. ma di tanti altri autori me ne frego altamente i "ciò la riaa ha rotto". scusate il tono ma è una vergogna..

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07 Ott 2007
alle 05:24

87teo87

che cagata... la differenza è sottile dato il fatto che nel 99% dei casi i programmi impostano la condivisione automatica della cartella di download. è ancora più irrilevante il tuo commento (ed il post a cui fai riferimento) dato l'enorme uso di programmi a connessioni tramite hub: in cui per entrare e poter scaricare devi condividere un minimo di tot mb se nn gb di file.. l'unica cosa su coi ti do ragione è che la gente si spaventa quando in italia le leggi son ben diverse: finchè nn si dimostra l'uso commerciale delle canzoni scaricate (ovvero la vendita pirata).. i file vengono ritenuti come una sorta di "consumo ad uso personale" indipendentemente che i file siano 24 o 1700. è dai tempi di napster che seguo le ignobili mosse della riaa.. son proprio degli stronzi! come se i loro figli spendessero migliaia di euro per metter mp3 sul proprio lettore legalmente.. ma per favore vergognatevi.

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06 Ott 2007
alle 11:17

Chico

La stampa italiana ha dato questo notizia in modo errato e menzognero, facendo nascere la paura che anche chi scarica pochi file verrà prima o poi costretto a pagare multe esorbitanti. In realtà è stata punita la condivisione dei brani, ma questo nessuno sembra avere voglia di specificarlo. Qui un post sulla mala informazione italiana:http://marzianiconisandali.blogspot.com
Chico

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