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PlayStation come iPhone: mod chip e hacker attendono le sentenze

Elisa avatar Mercoledì 5 Settembre 2007, 18:28 in Hardware di Elisa
sony-playstation-2.jpg iphone2.jpg

Sony PlayStatione e Apple iPhone sono accomunati dalla volontà degli utenti di sbloccarli e dalla difesa delle case produttrici che proteggono i loro diritti.

Entrambi gli apparecchi hanno un utilizzo limitato: PlayStation è destinata all'utilizzo di giochi originali ma, se modificata, può essere utlizzata come un normale pc, supportare sistemi operativi come Linux o, ed è questo il punto, leggere videogiochi non originali. iPhone negli USA è legato a un contratto di esclusiva con il gestore telefonico AT&T, contratto che non soddisfa gli utenti, motivo per cui fin da subito la missione (im)possibile di hacker è stata liberarlo.

Missione compiuta in entrambi i casi ma a bloccare la liberazione dell'hardware è stata la legge, intervenuta sia su iPhone che, in Italia, su Playstation

Il caso Playstation è il più recente anche se la sua storia, come abbiamo riportato ieri, comincia nel 2002. Proprio il passaggio da 2002 a 2003 è cruciale in questo caso perché, come spiega Oscar Dalvit a Punto Informatico, la sentenza della Cassazione non fa altro che riportare in tribunale l'intera questione ossia una prima parte del processo che fa riferimento a fatti avvenuti nel 2002, per cui Dalvit è stato assolto, e una seconda parte che invece si riferisce a una normativa entrata in vigore dal 2003 per cui

è punito chiunque fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l'uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche [...] ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l'elusione di predette misure.

A questo va aggiunta una riflessione sulla natura dei videogiochi: ne parla l'Avvocato Daniele Minotti che scrive

La Cassazione [...] dice che i videogiochi per PS sono... fono-videogrammi e non software. E c'e' una bella differenza a livello normativo.

Approfondisce Guido Scorza, spiegando che la disciplina sul software rimane diversa da quella per i "supporti contenenti immagini in movimento"

Giuridicamente, se i videogiochi vengono considerati software e la PlayStation un computer, la modifica di componenti hardware al fine di poter sfruttare le potenzialità del prodotto non sarebbe legalmente perseguibile. Qui si inseriscono i commenti della blogosfera che si chiede come possa essere giudicato illegale modificare un apparecchio che si è legalmente ascuistato.

Rimane il probelma dell'uso: la modifica rende possibile l'utilizzo di videogiochi non ufficilai ma allo stesso tempo consente di utilizzare la PlayStation come un computer. Il primo è un uso illecito, il secondo lecito.

Come sottolinea Eugenio i mod chip erano vietati prima che la cassazione si esprimesse in questa sentenza: il caso è la lesione di diritto d'autore tramte modifica della Playstation.

Su questa falsariga l'intervento di Stefano Quintarelli:

Questa sentenza mi pare dettata da profonda, profondissima ignoranza.
Per spiegare, si puo' moddare la  xbox senza MAI giocare a un videogioco sulla xbox, ma usarla solo come mediacenter.
[..] Negli USA il dibattito su DMCA (Copyright Act) va avanti da anni; in Italia basta una sentenza della cassazione per mettere la freccia e superare a destra.

Danilo Palermo fa notare la quantità di attività commerciali legate ai mod chip: alcuni, scrive, sono tra i link sponsorizzati di Google. Potremo dire che questa è la solita giustizia Italiana, se la legge prevede che sia reato perché non viene fatta rispettare? Ha pagato solo una persona per tutti?

Per ora possiamo solo aspettare, così come per iPhone: entrambi i device sono sbloccati e gli utilizzi alternativi molteplici. Gli utenti hanno già espresso il loro verdetto, quello della legge, italiana ed americana, arriverà tra qualche mese.

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20 Nov 2009
alle 21:03

alessandro

ma allora anche le pistole non si possono vendere, se usate nel modo sbagliato violano il diritto altrui alla vita, alla sicurezaa e alla sualute...

 

e qui mi fermo

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