Un update su Twitter, uno sguardo a Jaiku, un post sul blog e un'occhiata a Google Reader e FeedBurner. Per queste semplici operazioni passate tutta la mattina su Internet e quasi vi dimenticate di controllare Pownce: c'é bisogno di una soluzione.
La risposta c'é e si chiama aggregazione. A questo stanno lavorando i futuri Kevin Rose e Jack Dorsey, coloro che scopriranno la soluzione per mettere fine alla disgregazione delle identità online.
Se solo pochi anni fa il blog era l'ultima soluzione per raccontarsi online oggi il Web 2.0 ha trovato più di una via per esprimersi. Nelle prime righe di questo post ne abbiamo citate alcune ma le soluzioni per lasciare una traccia sul Web sono ogni giorno di più e la necessità di aggregare tante informazioni in un unico luogo è pressante. La soluzione è nei tracker, come spiega Web 2.0 café:
I tracker hanno il pregio della semplicità ma, trafficando con i flussi rss, non permettono di fare molto più che visualizzare le proprie e le altrui attività.
Non mi sto riferendo ai classici servizi di microblogging, stile Twitter o Hictu per intenderci, nel quale riversare problemi e questioni quotidiane, ma ad applicazioni che permettono la creazione di una pagina personale, a cui “dare in pasto” tutti i nostri feed RSS: Jaiku sicuramente è il più conosciuto fra questi, almeno in Italia, ma, se ci affacciamo al di là dell’oceano, ne scopriamo tanti altri: iStalkr, Profilactic, Natuba, Afeeda, Dandelife, Life2Front, i primi che mi vengono in mente.
Così scrive Tommaso Sorchiotti su Questo non è un blog, e continua: Il limite di molti di questi servizi, a mio avviso, è quello di riuscire a concentrare le informazioni in un solo luogo, ma senza permettere una piena interazione, rimandando quindi alle varie realtà che integrano, il dialogo con i propri contatti ed amici.
Il futuro del social networking dunque si legge nella parola aggregazione: così come i Feed RSS hanno modificato la nostra fruizione dei blog, ora raggruppati comodamente in unica pagina o nella casella e-mail, gli aggregatori di social networking sono il passo avanti nella vita sociale online.
Che c'entra Google? Qualche giorno fa si è parlato del progetto SocialStream, un'idea del Carnegie Mellon University's Human-Computer Interaction Institute sponsorizzata da Google. Spiega Osservatorio Community:
Google sta finanziando una ricerca volta a definire, niente di meno che, lo standard di unificazione di tutti i Social Networks! [...] ha finalmente dato alla luce la prima versione Beta: porta il nome di SocialStream e sarà una declinazione del concetto di “Unified Social Network - USN“.
Questi gli obiettivi della ricerca:
* Initial Task - Ripensare e reinventare lo “online social networking”.
* Refined Focus - Scoprire le esigenze degli utenti durante il Social Networking e esplorare come un sistema di USN possa migliorare la loro esperienza.
* Prototype Goal - Creare un sistema che permetta agli utenti di convidere, vedere e rispondere a molti tipi di contenuti “Sociali” attraverso diversi network, senza intoppi.
Ma perché Google si sta interessando a questo progetto? Ce lo spiega TagliaBlog: Perchè ha sempre più fame di dati che non siano i "soliti" testi inclusi nei "soliti" siti e blog.
Nella logica di Google Universal Search, Big G potrebbe espandersi anche ai contenuti inclusi nei social network, incrociando blog, foto, audio, video e dati personali in un miscela esplosiva.
E qualche giorno fa su TechCrunch si leggeva di un progetto simile lanciato da Yahoo, Moosh:
TechCrunch diffondeva sia gli screenshot del progetto Yahoo, che una notizia, in apparenza del tutto scorrelata, che anche Nokia ha un progetto con lo stesso nome. Ora noi non crediamo alle coincidenze e quindi chiediamo a voi: che cosa pensereste se il principale produttore mondiale di telefonini e uno dei pilastri dell’industria Online avessero un progetto con lo stesso nome? D’altronde, se di Social Network si parla da tempo, di Mobile Social Network se ne parla come della prossima Big Thing…
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