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Peppermint Jam, in tribunale vince il Peer to Peer: niente indagini illegali su chi scarica musica

Elisa avatar Giovedì 19 Luglio 2007, 09:28 in Arte digitale, Web 2.0 di Elisa
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I ricorsi della casa discografica Peppermint Jam Records e di Logistep sono stati bloccati dal tribunale di Roma: non è lecito richiedere ai provider i dati dei clienti che hanno scaricato musica di proprietà della Peppermint tramite Peer to Peer.

I blog che si sono occupati della vicenda e hanno dato spazio alle voci dei consumatori riportano al decisione del tribunale di Roma: ecco i dettagli. 

La notizia è stata diffusa da Adiconsum che già si era occupato della vicenda; a fermare i ricorsi di Peppermint e Techland, altra casa discografica cliente di Logistep, il Tribunale Civile di Roma, nelle persone dei Giudici Paolo Costa e Antonella Izzo.

I giudici non hanno ritenuto fondate le istanze volte ad ottenere gli indirizzi fisici dei consumatori italiani che da tempo sono stati sottoposti ad una sorta di “spionaggio telematico” da parte della Società Logistep, associata alle ricorrenti. 

Continua Adiconsum: mercoledì 18 luglio, sarà una giornata fondamentale per ulteriori decisioni in merito, in quanto Adiconsum è presente in due distinti giudizi tra Peppermint e Wind e tra Peppermint e Tiscali. 

Il caso, lo ricordiamo, riguarda le indagini illegali svolte da Logistep che mirava a identificare chi avesse scaricato brani di proprietà della casa discografica Peppermint Jam Records da circuiti Peer to Peer; la società chiedeva ai provider Internet, Telecom e Wind, di rivelare a chi corrispondessero gli IP rintracciati dopo quello che Adiconsum a definito una spionaggio telematico. I clienti identificati hanno ricevuto una richiesta di risarcimento pari a 330 euro, lettera che è subito stata diffusa sul Web e discussa da utenti e legali.

Ora gli stessi blog che hanno dato spazio ai consumatori minacciati, in particolare SantaPepper - ma ricordiamo anche i 3636, il blog del network Blogosfere HipHop Selection e l'intervento di Beppe Grillo - festeggiano la vittoria del P2P:

Non conosco ancora il contenuto del provvedimento ma tutto lascia ritenere che il magistrato abbia fatto proprie le eccezioni sollevate dall’Avvocatura dello Stato per conto del Garante.
Speriamo che sia così per poter gridare:- “Giustizia è fatta!”.

Punto Informatico ricorda che non è ancora finita: le ordinanze non incidono su quanto già accaduto nei casi precedenti [...] Già oggi si attendono ulteriori decisioni su altre istanze di Peppermint, rivolte questa volta a Tiscali e Wind. Tutti procedimenti nei quali Adiconsum intende intervenire per sollevare questione di illegittimità costituzionale dell'art. 156 della legge sul diritto d'autore, quell'articolo che si pone in conflitto con la tutela della privacy, sostenendo che "qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l'esibizione oppure che richieda le informazioni alla controparte.

La blogosfera ci terrà informati sui prossimi sviluppi; per ora non resta che registarre una vittoria, seppur parziale del Peer to Peer

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