Google likes cookies e se ne mangia troppi non rischia l'indigestione ma una violazione della privacy.
Sul blog uffciale di Google infatti si legge che la scadenza dei biscotti digitali deve essere abbreviata per non interferire con la privacy degli utenti: Google allora propone cookies che si auto-estinguono dopo due anni e annuncia una nuova politica in proposito. Ma si sa che quando le parole Google e privacy si trovano nella stessa frase non c'é mai nulla di scontato.
Prima di commentare la comunicazione ufficiale di Google definiamo cosa si intende per cookies, giusto per non fare confusione e non trovarsi a sgranocchiare un file di testo: i cookies non sono biscotti al cioccolato ma file di piccole dimensioni che vengono immagazzinati sul computer dell'utente ogni volta che questo visita un sito. Il loro vero scopo però si realizza in un secondo momento: se l'utente torna sullo stesso sito il file registrato durante la prima visita viene re-inviato al sito stesso che così può tracciare le preferenze dei navigatori.
Come spiega Google stesso i cookies ricordano al motore di ricerca le vostre preferenze dall'ultima volta che avete visitato il sito in questione. [...] Ad esempio Google usa PREF-cookie per ricordare le prefrenze di base dei suoi utenti, e cioé il fatto che un utente voglia i risultati in inglese, non più di 10 risultati per pagina, o che il filtro SafeSearch scarti il materiale esplicitamente sessuale.
In pratica i cookies sono la ragione per cui ogni volta che digitate google.com venite reindirizzati a google.it. La frase più interessante del comunicato di Google però è un'altra ed è anche discretamente divertente:
Dopo aver valutato i feedback dai nostri utenti e i nostri difensori della privacy abbiamo concluso che sarebbe una buona cosa accorciare la vita dei nostri cookies.
C'é chi a questa affermazione reagirebbe con una sonora risata. Il motivo lo spiega Google Watch: in primo luogo l'annuncio di Google ripete la fiction per cui i cookies servirebbero a ricordare le preferenze degli utenti. Infatti il vero scopo dei cookie è impiantare un ID unico e globale sul vostro hard-disk per scopi di profilazione. Non c'é bisogno di alcun ID unico per ottenere le preferenze dell'utente dai cookies e non c'é nemmeno bisogno di un cokie per registrare le preferenze. Queste possono essere spedite nella URL insieme con i termini di ricerca. Ogni volta che Google usa le parole "preferenze" e "ccokie" nella stessa frase significa che sta nascondendo qualcosa.
Ma c'é da dire anche che il suicidio dei cookies dopo due anni non cambia molto per il navigatore medio, a meno che non visitiate Google meno di una volta ogni due anni. I cookies infatti scadranno solo se per due anni Google non registrerà il vostor ritorno su una delle sue pagine, cosa praticamente impossibile. Che la scadenza dei cookies sia fissata, come in origine, per il 2038 o due anni dopo non cambia nulla: forse i vostri cookies scadranno quando già l'hard disk sarà da rottamare.
Google fa sapere che questa (inutile) mossa fa parte di un piano in continuo sviluppo che mira a innovare l'area della privacy per proteggere i nostri utenti; sarà meglio che Google abbia qualche altro asso nella manica perché questa "innovazione" non innova un gran che ;)
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