Update! 20 giugno - Aggiornamento sul caso Peppermint Jam Records, in attesa dell'udienza.
Caso Peppermint Jam: dopo 3636 lettere, 330 euro, Otto Mahlknecht, Beppe Grillo e gli avvocati a fare la parte degli eroi sono le associazioni dei consumatori.
Una in particolare, Altroconsumo, che con una lettera ha chiesto all'Ordine di richiamare gli avvocati dei discografici e si schiera a difesa dei "minacciati".
Ci rivolgiamo ora a codesto Onorevole Ordine Forense perché riteniamo inaccettabile da un punto di vista deontologico che l’avvocato Otto Mahlknecht si sia permesso di fare una proposta transattiva a oltre 3600 persone pur essendo nella perfetta consapevolezza – almeno per quanto riguarda l’aspetto penale - di non disporre dei diritti che formano oggetto della lite come prescrive, invece, l’articolo 1966 c.c.
Ciò detto, ci sembra anche opportuno rilevare che a fronte del risarcimento forfetario richiesto di 330 Euro per la copia di file musicali il valore commerciale dei quali - vale la pena ricordarlo - è unitariamente inferiore ad 1 Euro, buona parte degli oltre 3600 destinatari ha già forse pagato perché male consigliati o, molto più probabilmente, per mettersi comunque il cuore in pace rispetto alla minaccia di una azione penale.
Se anche solo la metà dei destinatari della raccomandata si fosse determinata in tal modo la somma raccolta dall’avv. Mahlknecht sarebbe già superiore a 500.000 Euro.
Un discreto patrimonio, non c'é che dire. Forse questa lettera riuscirà a fare chiarezza in un caso che ha fatto discutere tantissimi avvocati, pochi giornalisti ma un'infinità di blogger, coinvolti o meno, che hanno percepito il pericolo sul mondo del Peer to peer.
I 3636 consumatori coinvolti ringraziano, direttamente da uno dei blog nati per raccogliere tutti coloro che hano ricevuto la lettera della discordia.
La rete ha fatto il suo dovere: ha diffuso la notizia, aggregato i consumatori, raccolto le opinioni e diffuso consigli utili per reagire a una richiesta non del tutto legittima. Come ci aveva detto l'avvocato Daniele Minotti, da noi interpellato per avere un parere legale sulla vicenda, ci sono diversi punti poco chiari che necessitano l'assistenza di un legale.
Un terzo blog nato durante questo caso è SantaPepper che fin dal sottotitolo chiarisce il suo punto di vista: prima di pagare una penale di 330 euro, TUTELIAMO LA NOSTRA PRIVACY contro la “pirateria di dati personali”. Qui sono raccolti molti apreri legali tra cuia nche quello dell'avvocato Blengino che in gennaio fece assolvere alcuni studenti del Politecnico di Torino colpevoli di aver creato una rete peer to peer. La sentenza finale aveva ottenuto molto risalto dai media perché sosteneva che mettere a disposizione file protetti da copyright non è reato.
A quanto pare, vista la bufera Peppermint, questo punto non èa ncora molto chiaro.
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