Google e la privacy, ancora. Ma anche Telecom.
Ormai diventato Universale, Google non ha più rivali, nemmeno nel campo della privacy violata. Qualche giorno fa l'azienda di Mountain View è stata premiata per la Tecnologia più invasiva dell'anno.
Il premio non è di quelli da mettere in bacheca: si tratta di una categoria (tra le più ambite) dei Big Brother Awards, iniziativa di Progetto Winston Smith che dal 2005 premia i nemici pubblici numero 1, aziende e enti pubblici che hanno troppi occhi aperti sui cittadini.
Indovinate chi ha fatto strage di premi (e di privacy) quest'anno... La vecchia cara Telecom.
Telecom Italia si aggiudica due statuette (o stivaletti, visto il premio): è la Peggiore azienda privata ma anche l'oggetto del Lamento del popolo.
Le motivazioni sono molto diplomatiche: Il vincitore ha totalizzato 12 nomination su 50, con grande distacco rispetto al secondo in graduatoria di "lamentazioni".
Il caso Tavaroli & C e' stato indubbiamente una eccezionale violazione della privacy degli italiani, ed il presunto coinvolgimento dei livelli dirigenziali e' senz'altro meritorio del premio.
Le peripezie giudiziarie e le manovre finanziare hanno comunque "aggravato" la situazione di Telecom Italia ed agevolato la vittoria.
Meno diplomatici gli ultimi utenti colpiti da violazioni della privacy: il caso Peppermint Jam, di cui abbiamo ampiamente parlato, coinvolge anche il provider telefonico italiano che ha un ruolo nella rilevazione di dati sensibili illegalmente svolta da Logistep. Il commento più diffuso è un laconico Grazie Telecom, ben rappresentato nel premio Lamento del popolo.
Anche il binomio Google - privacy è apparso più di una volta qui su Blogosfere High-Tech: abbiamo raccolto anche il parere eccellente di Bob Young che potete ascoltare in questa video-intervista. L'ultima, criticatissima, mossa di Google contro la privacy è stato Web History: a questo proposito scrivevamo...
Con Web History Google acquisisce una quantità spropositata di informazioni sull'utente che, come fa notare Windowsmania, possono essere analizzate per creare profili dell'utenza o rivendute ai pubblicitari. E in molti hanno notato il fin troppo chiaro collegamento tra il nuovo servizio (ma siamo sicuri che sia un servizio?) di Google e la recente (e criticata) acquisizione di DoubleClick, leader nel settore dell'advertising online.
Google sarà pure il marchio leader del 2007 ma chi paga il prezzo di questo primato?
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alle 16:27
Werner
infatti..... visitate questa pagina per avere un'idea su cosa ci aspetta utilizzando google come motore di ricerca:
https://adwords.google.it/select/Login?sourceid=AWO&subid=ww-it-ha-aw&medium=ha&term=google%20it
Werner