YouTube e le contraddizioni dei video online
Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 13:12 in You Tube&altri
YouTube, broadcast yourself. E così fu.
A due anni dalla nascita di YouTube milioni di utenti hanno accettato l'invito di Chad e Steve, fondatori del sito, ex-proprietari e neo-miliardari: trasmetti te stesso.
Dal febbraio del 2005 ne sono passati di video sotto al tubo: YouTube è diventato un punto di riferimento prima per internauti curiosi, poi per i blogger e la loro video-evoluzione, i vlogger; infine per i media mainstream che dopo mesi di ostinata dieta catodica hanno cominciato a servirsi al buffet di YouTube.
Negli ultimi giorni abbiamo avuto la conferma di quanto fondamentale sia diventato il mondo del video online: i fatti del Virginia Tech hanno riportato all'attenzione di tutti il fenomeno del citizen journalism che ha fatto di YouTube un terreno privilegiato; denunce, cronaca cittadina, provocazioni, reportage, video che fanno riflettere. L'ultimo esempio è il caso delle testimonianze girate dai sopravvissuti e dal killer del Virginia Tech, Cho Seung Hui, che ha recapitato il suo video-testamento alla CNN. La preoccupazione maggiore sta nel rischio di emulazione che nel caso di Virginia Tech ha già dato i suoi inquietanti risultati: su YouTube circola un video-tributo al killer, segnalato ieri da Blogosfere Politica e società, che ha causato i commenti più disparati. Un'occasione per riflettere sui limiti e sulla libertà del Web.
Questo uno dei principali problemi di YouTube: come regolare i contenuti? Google, attuale proprietario di YouTube, ha annunciato che imporrà un filtro all'upload dei video: finalmente, rispondono le major americane (e non solo), stanche di battaglie legali per proteggere i propri prodotti. Anche la RAI si è imposta: alcuni video sono stati cancellati da YouTube ad opera della RAI che ha rivendicato i suoi diritti sul materiale che i blogger avevano "incautamente" condiviso. In pratica tutti i frammenti di show televisivi, fiction, film sarano presti spazzati via dai siti di video sharing, dunque scordatevi di guardare le puntate di LOST o l'ultimo Spider Man online. Qui la comunicazione RAI, inoltrata da YouTube a tutti gli utenti in possesso di materiale coperto da copyright.
Il video online fa gola a tutti. I protagonisti del Web fanno shopping tra i principali siti di videosharing online: dopo Google che compra YouTube, eBay non fa in tempo a completare l'acquisizione di StumbleUpon che già il solito Google lancia un sito concorrente. Il giro d'affari attorno a questa realtà è imponente e c'é da scommettere che aumenterà ancora.
E se anche i politici italiani, notoriamente poco tecnologici, sono sbarcati su YouTube quelli americani ci fanno la campagna elettorale mentre sale l'attesa per le elezioni francesi.
Quale sarà il futuro di YouTube? Potreste essere voi: Marco Montemagno ha segnalato 40 diverse offerte di lavoro, da Community Manager a Flash Developer. Vi piacerebbe lavorare a YouTube? Broadcast Yourself.







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