Si è conclusa questo weekend la Web 2.0 Expo, 30 mila metri quadrati di Web 2.0. Un occasione per fare il punto su un fenomeno che ancora non è chiaro a tutti e che anche per questo fa molto parlare.
L'evento ha richiamato un esercito di Web 2.0-dipendenti: dai guru, primo tra tutti Tim O'Reilly, a intraprendendi manager di start-up fino a blogger e appassionati. Ognuno ha vissuto a modo suo l'evento, tutti accomunati però dalla passione per il blogging. Del Web 2.0 Expo parla O' Reilly in un liveblogging molto seguito; ne parlano gli esperti, come questa specialista di Web Marketing e Social Media; ne parla il Web 2.0, sfruttando la collaborazione del wiki.
Ma i commenti più interessanti sono sempre quelli dei "blogger di strada"...
Cercando qua e la scopriamo che la condivisione è cosa per pochi: Tara al Web 2.0 Expo ci è andata e racconta che i blogger lì sono la forma di vita minima, mentre i vip condividono borse piene di gadget, irraggiungibili ai più. Il suo resoconto continua a tra alti e bassi: conferenze davvero utili si alternano ad altre che invece sembrano enormi spot per le aziende che partecipano. Si sa, non di sola condivisione vive il Web.
Accanto agli entusiasti ci sono anche i Web 2.0-scettici: l'ultimo assedio al Web 2.0 arriva da HitWise, società di consulenza e marketing, che in pieno Web 2.0 Expo ha lanciato l'allarme sull'attività degli utenti online. Ancora troppo passivi, sono pochissimi gli utenti che partecipano alla costruzione del Web producendo contenuti. Queste le percentuali esatte, che si rifanno alla nota proporzione 1:10:89: in un sistema partecipatico solo l'1% dei soggetti contribuisce con contenuti propri, il 10% svolge attività di commento mentre la stragrande maggioranza, l'89%, si limita a godere del risultato (fonte: Finanza e Mercati, sabato 21 aprile).
Come reagisce la blogosfera, diretta interessata, alla ricerca HitWise? L'incredulità va per la maggiore: non credo che solo il 4,6% degli utenti di Wikipedia ne editi gli articoli, si oppone un blogger. I dati di HitWise infatti riportano percentuali minime: solo lo 0,16% degli utenti di YouTube carica materiale, gli altri si limitano a guardare. Questa blogger francese ci ride sopra con una vignetta: si dichiara scettica oltre a definire catastrofiche le cifre della ricerca.
Cosa ne pensa chi vive il Web 2.0? Presto rimarremo senza video da guardare su YouTube e Wikipedia non sarà più in grado di aiutarci? Rimane il fattoc he di Web 2.0 si continua a parlare: WebDev segnala una serie di eventi dedicati ai fenomeni di Internet, ne abbiamo da qui a settembre ;-)
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