Codice di condotta per Blogger, le sette regole di O'Reilly
Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 13:00 in Blog
Update!
23 aprile h 12.11: questo post di Blogosfere High-Tech è stato citato da ShinyNews che approfondisce la questione dell'autoregolamentazione.
Un codice di condotta per blogger, ovvero come comportarsi in caso di commenti sgradevoli, discussioni troppo animate o minacce, come successo nel caso di Kathy Sierra. A rispondere è Tim O'Reilly, personalità di primaria importanza nel mondo dell'open source.
O'Reilly si rifà proprio alle minacce ricevute dall'amica e collega Kathy Sierra per stilare sette regole d'oro che ogni blogger dovrebbe seguire nel gestire i propri commenti. Quante volte di fronte a un commento poco gradito si ha la tentazione di cancellarlo? Per O'Reilly sarebbe un grave errore...
Ecco le sette regole postate da Tim O'Reilly sul suo blog, Radar:
- Sii responsabile non solo delle tue parole ma anche dei commenti che consenti sul tuo blog.
You own your own words, ma non solo: ogni blogger è responsabile del tono che consente di usare sul suo blog. - Esprimi il tuo livello di tolleranza
Fai sapere immediatamente a chi legge quali toni vuoi che si tengano sul tuo blog. - Pensa a come evitare i commenti anonimi
Richiedere un indirizzo e-mail valido a chi vuole commentarti non ti salverà dai commenti anonimi ma chiarirà a chi ti legge che dai valore alla responsabilità. - Ignora i trolls
Certe volte bisogna opporsi ai bulli ma altre volte la migliore cosa da fare è ignorarli. In altre parole Never wrestle with a pig. You both get dirty, but the pig likes it. - Porta la conversazione offline e parla direttamente con gli interessati.
Così facendo si crea più spazio perché nasca una vera conversazione. - Se qualcuno che conosci si comporta male faglielo notare.
Lo devi a loro, alle vittime di comportamenti errati e a te stesso: non restare in silenzio. - Non dire nulla online che non diresti di persona.
Immagina la persona a cui stai parlando come una persona reale.
O'Reilly conclude: celebriamo la blogosfera perché permetta una conversazione franca e aperta in modi che da tempo mancano sui media mainstream [...] ma la franchezza non deve significare mancanza di civiltà. Non c'è ragione per cui dobbiamo sopportare online conversazioni che non tollereremmo nel nostro salotto.






Commenti
1. pippo, Domenica 22 Aprile 2007 ore 16:25
pippo
2. Johnny, Lunedì 23 Aprile 2007 ore 15:29
Johnny
3. Giuseppe, Lunedì 23 Aprile 2007 ore 16:51
Mi sembra più che giusto, sono ormai anni che navigo dal 1992, il livello di maleducazione e di vigliaccheria si è praticamente elevato alla potenza.
Il discorso di Tim O'Reilly mi sembra che fili alla perfezione.
Internet non è, e non deve essere e sopratutto, non dobbiamo trasformarlo in una sorta di fogna, nel quale sfogare i nostri istinti regressi.
L'essere nascosti dietro un video, non ci autorizza a mancare di rispetto, diffamare, o inveire contro qualcuno, solamente perchè, non o conosciamo ,e lin qualche modo pensiamo che non ci possa rintracciare, anche se.....
Pensiamo prima di scrivere, come se fossimo in mezzo al traffico, non spariamo dita alzate a tutti a random, c'è il rischio di prendere qualche schiaffo.
Quì schiaffi non se ne prendono, ma penso che una certa moderazione e educazione sia doverosa per tutti.
4. Blogosfere Staff Elisa, Lunedì 23 Aprile 2007 ore 16:56
Ciao Giuseppe :)
L'educazione è sicuramente il punto di partenza, non dovrebbe mai venire meno. Il punto che ha fatto più discutere è quello relativo ai commenti anonimi: cancellarli o tollerarli?
5. Depa, Venerdì 27 Aprile 2007 ore 23:14
Personalmente credo che sia sensato lasciare i commenti anonimi. Moderati.
I commenti anonimi servono per chi è più timido, per chi, altrimenti, non si sentirebbe di scrivere un commento su un blog. E sono tanti.
O'Reilly proponeva un simbolo con la stella di sceriffo, per evidenziare il livello del blog e le politiche di gestione.
Mi sembra un po' eccessivo, ma, certamente, è necessario un po' di controllo. Che sarebbe meglio avere, inizialmente, come codice personale. Ne parlo in un mio recente post (http://bye-depa.blogspot.com/2007/04/il-codice-dei-wooster.html).